Spalletti ha il "nuovo Totti" nel Napoli. De Laurentiis continua a lavorare

Non sono mancate scintille dopo la vittoria del Napoli contro il Sassuolo per 6-1 che ha sancito l'approdo della squadra ai gironi della prossima Champions.
Dries Mertens si conferma sempre più leader del Napoli. Contro il Sassuolo ha segnato una doppietta ed è vicinissimo a quota 150 gol con la maglia dei partenopei (148). Spalletti lo ha lanciato alle spalle di Osimhen e il risultato è stato più che apprezzabile: 6-1 contro il Sassuolo e qualificazione Champions in tasca. Ciro segna 1 gol ogni 121 minuti coppe comprese, 1 ogni 110 in campionato. Per i tifosi è un vero e proprio idolo anche fuori dal campo, per il tecnico non è del tutto compatibile con l'attaccante nigeriano. Dries ha il contratto in scadenza, De Laurentiis gli ha fatto visita a casa sua per gettare le basi del rinnovo. Tuttavia la sensazione è che il problema Mertens potrebbe averlo con Spalletti più che con il club.
Il presidente ha fatto capire che vuole continuare a lavorare con il belga, tuttavia che senso avrebbe restare se il mister lo fa giocare poco o nulla? Non è una questione di soldi, dunque, il calciatore passerà da 4,5 a circa 1,5 per i prossimi due anni...
Il rischio è che Mertens possa diventare il "nuovo Totti" per Spalletti. Il tecnico non è più quello di Roma, a Napoli nessuno gli sta chiedendo di mandare in pensione Ciro. Piuttosto è una questione di equilibrio tecnico-tattico. Al mister non piacciono le prime donne e l'amore dei tifosi per Dries potrebbe essere un "problema". Al rapporto tra i due non giovano le ultime scintille ai microfoni. "In nove anni che sono qui, questo è quello con la delusione più bruciante. Potevamo vincere davvero il campionato, nessuna squadra era realmente più forte di noi", le parole del calciatore. "Questo non è un campionato più facile degli altri, ma proprio l'opposto. Non c'è nessun rammarico, abbiamo fatto ciò che dovevamo. Chi è davanti non è più forte? L'abbiamo fatto vede in alcuni momenti ma il campo ha detto che probabilmente erano più forti di noi. Altrimenti è bene che dica (Mertens, ndr) chi è stato insufficiente, deve dare la colpa a qualcuno poi", la replica del tecnico.








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