SKY - Kouamè sogna il Napoli, ma manca ancora l'accordo. Da bambino imitava Maradona!

Christian gioca in Serie A come faceva Diego, nel suo destino potrebbe esserci anche la sua squadra.
Il Napoli lo cerca, ha fiutato l’affare e le grandi doti, ma le parti devono ancora mettersi d’accordo. C'è ancora distanza. E mentre alla Filmauro si lavora il ragazzo sogna, come faceva a Bingerville, tra le vie della sua città, prima che il papà lo sgridasse: “Era fissato con lo studio, un giorno gli dissi che non ero andato a scuola a causa degli allenamenti. Era furioso!”. Sia lodato il compromesso: “Prima dovevo finire i compiti, poi potevo uscire per andare a giocare”. Così nasce un predestinato.
Kouamé giocava per strada cercando di imitare Maradona: “Avevo la sua maglietta, la numero 10”. In Costa d’Avorio la indossò talmente tante volte che dopo un po’ si consumò. Oggi ha la 11 in onore di Drogba: "Uno dei miei idoli". Christian gioca in Serie A come faceva Diego, nel suo destino potrebbe esserci anche la sua squadra. Lo riporta Sky Sport.
SCOPERTO PER CASO - Già attaccante. Il più veloce, il più furbo, il più forte, tant’è che Paolo Toccafondi - presidente del Prato - lo notò dal nulla durante un viaggio in Africa: “Mi colpì subito”. Il resto è storia: Kouamé fa i bagagli e vola alla Sestese, in Eccellenza lombarda, prima volta lontano dalla famiglia. Ma prima di partire per l’Italia c’è un torneo da vincere: “Mio padre si impuntò, aveva paura che mi facessi male”. Quindi? “Andai a giocare di nascosto, ma lui se ne accorse e mi trascinò fuori dal campo davanti a tutti”. Kouamé lascia la squadra in dieci, ma vince un 'biglietto della lotteria'. Forse ancora non lo sa.
FOTO CON ETO'O - Toccafondi ci crede, gli altri club un po’ meno: “Lo proposi a tutti, ma dopo sei mesi lo rimandavano indietro. La Juve disse che non era per loro”. Kouamé non demorde, sogna l’idolo Drogba e incontra anche Samuel Eto’o: "Quando l'ho visto mi sono commosso, mi ha detto che per arrivare devo sacrificarmi". Non lo dimenticherà più. Durante l’esperienza all’Inter osserva di nascosto gli allenamenti della prima squadra: “Jovetic era impressionante”. E si promette una cosa: “Diventerò qualcuno”. Vince la Coppa Italia Primavera nel 2016, in panchina c’è Stefano Vecchi, Kouamé gioca davanti con Baldini e Manaj, ma a fine stagione non viene confermato e torna a Prato.







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