Simeone chiuso 5 giorni in albergo a Napoli: "È stato un dispetto contro il Verona"

Curioso retroscena sulla trattativa che ha portato il Cholito Simeone a vestire la maglia del Napoli di Spalletti.
"Giovanni Simeone, proprio come Giacomo Raspadori, ha voluto fortemente il Napoli". Come raccontato dal giornalista di Sky Sport Luca Marchetti ai microfoni di Radio Marte, "per il Cholito si è trattato di un agrande opportunità: è arrivato perché è partito Andrea Petagna. Se l'ex SPAL fosse rimasto, l'argentino non avrebbe vestito la maglia azzurra. Simeone, tra l'altro, all'inizio del mercato estivo poteva trasferirsi al Monza, ma non ha accettato la destinazione. Quando si è fatto avanti il Napoli, non ha avuto dubbi: ha detto subito di sì al club campano".
"La formula del suo acquisto - ha proseguito Marchetti - è particolare, nel senso che le società non riuscivano a mettersi d'accordo sul tipo di prestito e di riscatto. Quello che si è consumato è stato una sorta di dispettuccio tra le due società per questioni economiche. Una volta arrivato Simeone a Napoli, il Verona sapeva che De Laurentiis non si sarebbe potuto tirare indietro ed avrebbe concluso alle condizioni dell'Hellas. Il Cholito è rimasto chiuso in albergo 5 giorni prima di potersi allenare con la squadra, perché il Napoli non voleva comprarlo con la formula che diceva il Verona e quindi non lo ufficializzava. Alla fine, però, l'affare si è fatto e Simeone ha potuto aggregarsi alla rosa di Spalletti".








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