Retroscena Hamsik e quell'opzione mai sfruttata dall'Inter

Il giornalista Giovanni Scotto in un articolo a sua firma comparso sul sito GianlucaDiMarzio.com ha parlato lungamente di Marek Hamsik.
Il giornalista Giovanni Scotto in un articolo a sua firma comparso sul sito GianlucaDiMarzio.com ha parlato lungamente di Marek Hamsik rivelando alcuni interessanti retroscena. Ecco l'articolo in questione:
Da Bratislava a Bratislava: il biglietto d'andata era in una mano, destinazione Italia. Nell'altra una valigia di speranze e sogni. Addio, per una nuova vita in Italia: destinazione Brescia. Ma nel calcio un addio vero non esiste quasi mai. Marek Hamsik a Bratislava ci è tornato con una valigia molto più piccola: giusto i due giorni per la sfida col suo Napoli in Europa League. "Suo", perchè Marek è diventato capitano e simbolo di una squadra che per anni è stata a sua immagine e somiglianza. Lo dice l'affetto suo e dei tifosi, ricambiato da sempre. Ma lo dicono anche i numeri: nel match di questa sera lo slovacco diventerà l'azzurro con più presenze in Europa. 40 partite, superato Antonio Juliano, fermo a 39.
E con la maglia azzurra le presenze sono 311, quarto capitano nella storia. Partì da casa 15enne, ci torna a 27 anni. L'emozione è tanta: l'unico precedente tra Napoli e Slovan è un'amichevole del 2009. Ma stasera si fa sul serio. Come fece il Brescia: fu Gianluca Nani ad essere bravo, ma anche veloce. Quel centrocampista mingherlino era poco più che un bambino ma aveva progressione palla al piede e facilità di calcio impressionante. Ma soprattutto sapeva inserirsi negli spazi, con personalità. Gli mise gli occhi addosso Pierpaolo Marino, che aveva nelle mani il nuovo Napoli di De Laurentiis: ma non fu la sola squadra interessata. Si è sempre parlato di Inter e Milan attente su Hamsik, con i nerazzurri che avevano un diritto di prelazione mai esercitato. Nel 3-5-2 di Reja e di Mazzarri poi divenne un campione: gol e assist. Devastante. "Potrà diventare un candidato al pallone d'oro e giocare in una squadra di Champions", disse Marino dopo la prima stagione in Serie A. Una visione concretizzata solo in parte. Gerrard e Lampard sono lontani, ma Hamsik guarda a loro per il suo futuro. Oggi il modulo di Benitez lo "soffoca" un po', ma il capitano azzurro ha fissato a quota 10 i gol che gli servono per farlo sentire forte e fondamentale. Lui che, in fondo, non è un attaccante. La crisi della scorsa stagione non è ancora lontana. Il gol in Europa contro l'Athletic può essere un buon auspicio. Ad Hamsik farà male far gol alla sua squadra del cuore, ma è ciò di cui ha maledettamente bisogno.







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