REPUBBLICA - Mazzarri e Lavezzi, possono rimanere entrambi! E Insigne...
Mazzarri chiederà tre top player e Pandev. Sembra tutto normale. Non lo è, perchè si ripete la trama dell'anno scorso.

I nodi sono due. Mazzarri e Lavezzi. Tenetevi forte: possono rimanere tutt'e due. Sulla conferma dell'allenatore De Laurentiis non ha mai avuto dubbi, si prepara solo ad arginare una richiesta economica in contrasto con le prospettive del Napoli. Fuori dalla Champions, fatturerà 35-40 milioni in meno. L'Europa League non attrae Sky nè fa scattare i premi degli sponsor. Per Lavezzi, è stata invece ribadita una linea: chi lo vuole, deve pagare cash l'indennizzo di 31,8 milioni sancito dal contratto. La società concede uno sconto, ma lieve e solo a un club non italiano. Quindi: Paris Saint Germain, uno dei Manchester, la Russia. Addio Inter, inutile insistere. Riprende invece il solito duello tra presidente e allenatore. È raffinato come una partita di scacchi, emotivo come le sceneggiate del teatro popolare. Di Mazzarri la prima mossa. Durante il Premio Bearzot, sabato di massimo ascolto con giornalisti e presidenti di Coni e Federcalcio, Petrucci e Abete, dice: "Parlerò con il presidente. Ho le idee chiare. So già quello che devo dire. Ho un contratto e intendo rispettarlo. Ma bisogna tener conto della volontà della società". C'è già un contratto fino al 2013, quindi? I cronisti traducono: chiederà tre top player e Pandev. Sembra tutto normale. Non lo è, perchè si ripete la trama dell'anno scorso. Fine aprile 2011, Mazzarri aveva anche allora un contratto, fino al 2012, ma non respingeva i contatti con la Juve. Nelle ultime 5 partite il Napoli perse 10 punti su 15, ma il terzo posto lo portò in Champions. Era stato già sostituito con Gasperini, in quel lunedì di inizio giugno quando Mazzarri riprese in corsa la panchina persa poche ore prima. Fu aumentato e prolungato l'ingaggio suo e dell'intero staff. Divenne l'allenatore più pagato d'Italia con 2,5 milioni netti l'anno. Non mantenne la promessa di dire tutta la verità dopo l'incontro. Riparò dietro un comunicato. "C'è l'accordo, vi saranno acquisti nei limiti del fair play finanziario". Il Napoli ha speso molto di più: Inler 17 milioni, Dzemaili 9, Britos 8, Rosati 3,5, ancora soldi per Fernandez nazionale argentino, Santana, Donadel, Lucarelli, fino agli 11 di gennaio per Vargas. Dopo le prime sbandate, come il turnover con il Chievo con 7 riserve in campo, amici del tecnico rivelarono però che Mazzarri aveva chiesto ben altri giocatori. Criscito, Vidal con Vucinic primo della lista. E ora chi vuole? Tre top player e Pandev, riferiscono. Non si sa altro. Giusto: comunicare i nomi significa pagarli il doppio. Si fa presto a dire top player. Ma qual è la verità? Tutti d'accordo sull'obiettivo: Napoli più forte. Diverse le strategie. De Laurentiis che ha investito molto anche l'anno scorso punta sui campioni di domani. Talenti da valorizzare, ingaggi in linea con il bilancio. Mazzarri preferisce i campioni di ieri, nomi già noti, rendimento sicuro, ingaggi elevati ma capitali che svaniscono. Preferisce guidare la squadra, non costruirla. È questo il punto dello scontro in un'estate meno euforica per l'esclusione dalla Champions: chi dirige il mercato e come? La struttura del 2009 ha retto bene, ma è logora. Nei successivi due mercati un solo vero colpo: Cavani. Deludenti anche Inler e Dzemaili in rapporto ai costi. Ricorderete gli altri affari: Sosa, Cribari, Jebda, Lucarelli, Mascara, Santana, Donadel, Dumitru, Rosati, Fideleff, Fernandez, Chavez, quindi l'inespresso Vargas. Acquisti sbagliati o sottovalutati e bruciati? L'ultimo dubbio: Insigne. Al fantasista più brillante della serie B sarà preferito il più anziano e affaticato Pandev? Decidano presidente e allenatore, si spera, guardandosi negli occhi: possono lavorare ancora insieme senza sentirsi l'uno vittima dell'altro? Su questi interrogativi corrono i destini del Napoli. Sarebbe sgradevole se un confronto così delicato svanisse in una finta pace, con aumenti di ingaggio e appannati silenzi.
Fonte: Repubblica








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