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Quello che i napoletani (non) vogliono sentirsi dire e le brutte parole di De Laurentiis


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Quello che i napoletani (non) vogliono sentirsi dire e le brutte parole di De Laurentiis

Ogni volta che Carlo Ancelotti ottiene una vittoria, a Napoli spuntano personaggi di varia umanità: tanti gli autolesionisti pronti a farsi del male senza motivo.


Con l'approdo in finale di Champions del Real Madrid, a Napoli, come in un loop, si ripete la solita discussione farsa relativa all'addio di Carlo Ancelotti, tecnico dei blancos. Di recente proprio il presidente dei partenopei, Aurelio De Laurentiis, con brutte parole ha spiegato cosa non ha funzionato con il mister di Reggiolo: "Ha avuto la sfortuna di essere antipatico ai napoletani". Quasi scaricando la responsabilità del suo addio sul popolo azzurro, mentre invece è stato lui a prendere la decisione di esonerarlo considerando inoltre che la storia dell'ammutinamento nasce anche - come confermato dallo stesso Ancelotti - da una divergenza di vedute tra il club e l'allenatore stesso in relazione al ritiro: il patron lo voleva a tutti i costi, Don Carlo no. E non va dimenticato che De Laurentiis ha di recente ammesso che il ritiro è una soluzione da calcio vecchio. Spalletti ha rischiato di fare la stessa esperienza di Ancelotti.


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La verità, che i napoletani - in tanti e senza generalizzare - non vogliono sentirsi dire è che il Napoli non potrà mai paragonarsi a club di primissima fascia come il Real Madrid, il Barcellona, il Milan ed il Liverpool, ovvero club che hanno un DNA vincente che fa da sfondo ad ogni scenario. Il Manchester City e il PSG, ad esempio, provano a compensare con fiumi di danaro, ma la storia, come l'abitudine a stare a certi livelli, non è un dettaglio e fa la differenza. La verità è che i tifosi del Napoli meriterebbero di avere una grande squadra e una grande società per l'immenso amore e passione che hanno verso i propri colori, ma non è facile e De Laurentiis è già arrivato al massimo delle sue possibilità.


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Non è poco, anzi, ma forse non è abbastanza per coloro che vorrebbero gioire per importanti traguardi al di là della sterile storia delle mogli, degli amanti e dei capiufficio che vessano. La verità è che Carlo Ancelotti non avrebbe mai dovuto accettare la proposta del Napoli, come sottolineato da Arrigo Sacchi.

La verità che i napoletani - soprattutto gli autolesionisti - vogliono sentirsi dire è che hanno perso una possibilità con Carlo Ancelotti in panchina. La realtà, invece, è che il Napoli non poteva e non può permettersi un allenatore come Ancelotti perché lui fa la differenza quando bisogna guidare campioni che hanno solo bisogno di una maestro d'orchestra e non certo obblighi e istruzioni d'uso passo dopo passo come ha ammesso Insigne, simbolo di una squadra fatta di ottimi calciatori, ma non di campioni assoluti capaci di andare avanti anche da soli.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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