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Quando il Napoli strappò Alemao alla Juventus e disse "no" a Maradona per il colpo che voleva


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Quando il Napoli strappò Alemao alla Juventus e disse no a Maradona per il colpo che voleva

Uno straordinario spaccato del calciomercato, stagione 1988-89 quella in cui il Napoli vinse la Coppa Uefa. Ad inizio anno i colpi Crippa e Alemao.


Sulla pagina "Il Napulegno", a firma di EAB73 si legge un post molto interessante sul calciomercato degli anni '80, in particolare gli anni di Diego Armando Maradona. "Quando il Napoli era protagonista del mercato. Estate 1988. Erano già stati già presi Giuliani, Corradini, Fusi. Il Napoli aveva perso lo scudetto di maggio e il presidente Corrado Ferlaino aveva epurato Garella, Ferrario, Bagni e Giordano (nel mio ordine crescente di sofferenza). All’epoca l’operatore di mercato azzurro era un giovane rampante Luciano Moggi. Il tecnico Bianchi voleva giocare più  coperto, quindi avendo in rosa anche Carnevale, si cercava un centrocampista che avesse anche il senso del gol".


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"Tanti erano i nomi in lizza, uno su tutti era quel Gerald Vanenburg del PSV, di molti divenuto il pallino (soprattutto per la Juve e per la Roma). Addirittura Ferlaino, pur di non rischiare di trovarsi scoperto, fece firmare un pre-accordo al calciatore irlandese Houghton. Maradona invocava Batista, ma Ferlaino non voleva dare amici ingombranti e compagni di merende al bizzoso Diego, virando così su Nicola Berti, talento della Fiorentina. La trattativa fu subito conclusa. Ma Berti inaspettatamente fa una cosa che a quei tempi era inconsueta: rifiuta il Napoli. Preferisce andare all'Inter e così sarà". 


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"Il Napoli cerca Armando Madonna, estroso centrocampista atalantino. A Moggi venivano proposti Alejnikov e Michailichenko. Il dg rifiuta. "A Napoli non si adatterebbero". Il calcio a quei tempi era diverso. Il calciomercato chiudeva a metà luglio e poi niente più. Non c'erano internet e smartphone. Compravo ogni giorno la Gazzetta ed a fine mercato venivano pubblicate tutte le formazioni e riserve. Conservavo quel foglio di giornale per tutta l'estate inghiottendo formazioni e nuovi acquisti fino a mandarli a memoria. Anche nell'estate del 1988 arrivò l'ultimo giorno di mercato. Nel mezzo pomeriggio, una TV locale, sul mio Nordmende 12 pollici a colori pastello, dava l'annuncio che il Napoli aveva comprato Alemao dall'Atletico Madrid!"

"Moggi aveva capito che la Juventus con Alemao stava facendo sul serio. Jesus y Gil gli aveva fatto una telefonata nella notte, facendogli capire che se non si sbrigava era pronto a chiudere con Boniperti. Parte subito per Madrid. Affare concluso con quattro miliardi e mezzo all' Atletico Madrid, tre anni di contratto al giocatore, con un' opzione sul quarto, per 450 milioni a stagione. Cosi racconta Fabrizio Bocca dal Corsport del 15/7/88: "Alle 7,30 del mattino il dg Moggi chiama Ferlaino: "Alemao, presidente. E' fatta. Per favore, non ho tempo, avverta lei Bianchi". Moggi riattacca e corre all'aeroporto. Destinazione Milano, hotel Milanofiori, su un charter prenotatogli da Ferlaino". 

Ma questo io, come un qualsiasi altro tifoso, nell'epoca in cui non esisteva internet e neanche televideo, non potevo saperlo. Ma quel giorno ultimo di mercato, che coincideva con la partenza per il mare, divenne per me un giorno da ricordare. Il mattino dopo era il primo di vacanza per me ed i miei genitori. Ma il mare doveva attendere un po'. C'era una cosa troppo importante da poter essere rimandata. C'era la Gazzetta dello Sport da comprare in edicola, in uno di quei negozi balneari che odorano un po' di giornale, un po' i tabacchi ed un po' di giocattoli da spiaggia e salvagenti da mare. In cambio di 600 lire mi viene regalato un titolo a nove colonne: "NAPOLI BOOM CON ALEMAO E CRIPPA".

"Avete presente quando da bambini  a Natale trovavate un regalo desiderato ma in cui non speravate? Ecco. Racconta ancora Bocca su quell'articolo: "Il calciomercato chiude i battenti con una serie di colpi alcuni dei quali assolutamente  sorprendenti. Il Napoli aveva chiuso per Madonna, ma Bianchi reputa di essere coperto in attacco. Ed allora ha puntato decisamente su Massimo Crippa gioiello rivelazione del Toro che tutti volevano ma che De Finis era deciso a non cedere. Ma l'offerta è di quelle che fanno sobbalzare: 7 miliardi! All' ultimo giorno, al Torino, quei soldi fanno troppo gola. De Finis vuole parlare direttamente con Ferlaino. Due ore di colloquio, la certezza che la trattativa sia ormai conclusa è data dall' arrivo in albergo di Crippa e del suo procuratore Beppe Bonetto. Firma, affare fatto, 7 miliardi e 600 milioni. La Roma pensava di farcela ma il Napoli era protagonista del mercato". 

"Crippa firmava per per tre anni a 550 milioni a stagione. "Non potevamo rinunciare a 8 miliardi - dice De Finis - il Torino non è gestito né da Berlusconi né da Agnelli. E comunque con Skoro, Muller ed Edu abbiamo un' ottima squadra". [Finirà  in serie B]. Moggi sembrava in grande difficoltà in questi ultimi giorni: ma spendendo 12 miliardi in sole ventiquattro ore aveva risollevato clamorosamente il suo indice di gradimento. Tifavo per la mia squadra con passione, ma amavo tutto il calcio. Ed il calciomercato era la fabbrica dei sogni puliti, delle speranze estive, della curiosità e dell'attesa del nuovo campionato. Nel luglio del 1988 avevo 16 anni".

 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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