Petkovic, agente Ilic: "Napoli? Tutta la verità. Può giocare ovunque. Spalletti mi conosce, ma rispettiamo il Verona"
Esclusiva di AreaNapoli.it: l'agenzia di Ivan Ilic ha risposto alle domande della nostra redazione per chiare chiarezza sul talento dell'Hellas.

L'agente di Ivan Ilic in esclusiva ad AreaNapoli.it. Il centrocampista dell'Hellas Verona è nel mirino del Napoli. C'era ancora Fabian in rosa, quando vi raccontavamo del serbo come alternativa gradita in caso di rifondazione in mediana (qui i dettagli). Una possibilità, quella di vedere l'ex City in maglia azzurra, sulla quale si riflette da tempo, ma che ora sembrerebbe tornare d'attualità alla luce dei potenziali addii di Diego Demme (prestito a gennaio) e Piotr Zielinski (luglio, se non rinnova). Cristiano Giuntoli, d'altronde, non smette mai di seguire i migliori talenti del calcio italiano. Ed Ilic, in Serie A, ha dimostrato di poterci stare alla grande. "In mezzo al campo sa fare un po' tutto. Ha un sinistro fantastico" raccontano le persone che lo conoscono e lo assistono da vicino.
Chi parla ai taccuini di AreaNapoli.it è Dejan Petkovic che, con suo fratello Boban, gestisce il classe 2001, impegnato fino a poco fa al Mondiale. Lo stesso Petkovic - che da anni vive in Brasile - è appena rientrato dal Qatar: "Da Doha a Rio è lunga, ma per fortuna ho fatto scalo: Doha-Parigi e Parigi-Rio de Janeiro. Il diretto c'era solo per Sao Paulo e a me piace passare per l'Europa...".
Hai giocato in Italia e sei molto legato al Brasile: quanto è strano un Mondiale senza Azzurri e con la Seleçao eliminata così dalla Croazia?
"L'Italia si sta abituando a non andare alla Coppa del Mondo (sorride, ndr). E' stato molto strano vederle vincere l'Europeo e non superare le qualificazioni per il Mondiale. E' una situazione brutta. Sai, io penso sempre che le cose non succedano per caso: c'è una ragione, per questa storia. L'Italia non sta facendo bene, come anche Spagna e Germania. Vedi anche al Brasile cosa è successo... Sono cicli che si chiudono".
Eravate al Mondiale insieme ad Ivan. Come ha vissuto questa avventura?
"E' stata una tappa importante per lui, una bella esperienza per noi. Mio fratello si è trattenuto a Doha cinque giorni, io invece sono rimasto due settimane: ho seguito di persona tutte le partite del gruppo della Serbia. Quando Ivan è stato eliminato dal girone, sono andato via. Peccato per come è finita. La Serbia ha perso contro la Svizzera e il giorno dopo sono partito per il Brasile. In totale sono stato con Ivan tre volte, mio fratello una. Era contento per questo step della sua carriera".
Al Mondiale, ha giocato solo una volta: proprio contro il "tuo" Brasile.
"Sì, ma è stato poco fortunato. Il suo Mondiale lo ha fatto, ha dato il suo contributo; come lo aveva dato per vincere l'ultima partita di Nations League, dove è stato bravissimo. Siamo nella Lega A anche per merito suo".
In passato, altre persone hanno parlato di Ilic ai media. Solo i fratelli Petkovic, però, lo rappresentano.
"Succede sempre, purtroppo... C'è sempre chi prova ad inserirsi. Ivan è della mia città, mio fratello Boban si occupa di lui da quando era un ragazzino: è da dieci anni che lavorano insieme... Tutti si vogliono mettere in mezzo. Sai come funziona: ogni giorno ti chiama qualcuno e dice di avere offerte per le mani, racconta storie... Ce ne dicono tante...".
Adesso, c'è questa storia sul Napoli...
"Una grandissima squadra, ma è una delle molte accostate ad Ilic. Fino ad ora - precisa Petkovic - nessuno del Napoli è entrato in contatto con noi: con me, con mio fratello, col giocatore... Soprattutto, col Verona: bisogna rispettare in primis il club. Stanno uscendo diversi articoli ed abbiamo verificato col club: dall'Hellas dicono che non c'è stato nessun contatto ufficiale. La verità è questa: certificata al 100%. Con il calciatore o con l'entourage, non ci sono stati sondaggi. Anche il Verona, dal canto suo, dice di no: nulla".
I gialloblù sono una buona squadra, ma Ilic ha la stoffa per ambire ad altri palcoscenici.
"L'interesse c'è, in tanti lo seguono... Sappiamo che parecchie società sono interessate e con qualcuna di queste abbiamo già parlato... Quali? Non posso dirvelo (sogghigna). In estate non se n'è fatto niente: abbiamo pensato che fosse una buona idea restare al Verona, considerando pure il Mondiale alle porte. Ivan è un giocatore importante, è al suo terzo anno in Serie A: un'esperienza importantissima. A Verona ha continuità e rimanere all'Hellas gli ha permesso di crescere e di essere convocato per la coppa disputata in Qatar. Il nostro pensiero è stato molto chiaro. Purtroppo per lui, è stato sfortunato e la sua Coppa del Mondo è terminata ai gironi, ma avrebbe potuto giocare diverse partite".
Qualcuno scrive che non sia adatto ad una formazione come il Napoli perché "non pronto fisicamente". Insomma, gli mancherebbero muscoli.
"Sì che è pronto: è forte! Ognuno ha diritto ad avere la propria opinione, ma io la vedo così. Scrivono che il Napoli non l'abbia preso prima perché non convinto sul piano fisico? Non lo so. Non importa. L'unica cosa che conta, per me, è che lui abbia un potenziale enorme e che tra poco esploderà. Andare in una squadra grandissima, fantastica, sarebbe uno step ulteriore, ma io penso che il grande salto tu lo debba fare quando sei sicuro di giocare, per essere un numero uno come scelta, non solo perché ti fai affascinare dal nome più roboante. La nostra idea è questa. Deve andare a giocare in una squadra che lo ritenga pronto a fare il titolare. Se una società crede che non sia pronto, allora rispondo: magari non è il momento giusto per prenderlo".
A Verona - diciamolo - è contento.
"Più che contento: è felice. Sta giocando bene, è soddisfatto. A breve ricomincia il campionato: uno dei più belli ed impegnativi. Non vede l'ora di tornare in campo e rendersi utile".
Ma lo vedi ancora in Serie A, o all'estero?
"Lo vedo anche in Italia. Di certo, in futuro lo vedo in una squadra di prima categoria. Senza nulla togliere al Verona, che è un grande club e può aiutarlo a migliorare".
Siviglia la conosci bene e tuo fratello parla spagnolo... Qualche possibilità in Liga?
"Ci sono parecchi interessi, numerose squadre dei maggiori campionati d'Europa... A piacere piace, ma dove andrà e quando lo farà, ora, non possiamo dirlo. Oggi, è al 100% del Verona. Non è chiusa con nessuno. L'Hellas ha fatto un grande sforzo, l'ha comprato dal Manchester City ed ha dimostrato di credere molto nelle sue capacità. E' stato uno sforzo finanziario enorme ed il Verona va rispettato per questo. Ilic avrà un bel futuro, ma rispetterà sempre il Verona".
Un talento così precoce, se non sta attento, non rischia di "bruciarsi"?
"Ogni giocatore è un discorso a sé: c'è chi matura a 21 anni e chi a 23. Ivan è bravo e può crescere tanto: è sicuro. Può essere più forte? Sì. Lo sarà. Può giocare ai massimi livelli, in squadre grandissime. Non ho dubbi. Il Manchester City non l'ha scelto a caso. Lo ha voluto perché bravo e lui ha dimostrato che il City non si era sbagliato".
C'è chi dice che sia un po' troppo offensivo per giocare nella posizione di Lobotka. Qual è il suo ruolo?
"Quello che decide l'allenatore. Ogni tecnico ha le sue idee e plasma i giocatori adattandoli al proprio calcio. Dipende dalla testa dell'allenatore. E' una questione di scelte tattiche. Io lo vedo polivalente. In mezzo al campo, può fare un po' tutto, anche il numero 6. E' alto e tecnicamente è troppo bravo per non trovargli spazio. Ha un passaggio lungo davvero fantastico! Può giocare corpo a corpo senza problemi. Che sia numero 6, 8 o altro, non fa differenza. Ha un sinistro che si adatta ad ogni posizione".
Conosci bene Spalletti. Ti ha chiesto niente su Ivan?
"Lo conosco benissimo: era il mio allenatore, l'ho avuto a Venezia. Se ne abbiamo parlato? No, perché io non mischio le cose. Se davvero lo vorranno, sapranno come entrare in contatto... Io col mister ci parlo, ma se prima si intavola qualcosa col Verona. Le cose devono essere fatte con ordine: bisogna coinvolgere la società, le dirigenze... Si fa piano piano e rispettando tutti. Se il mister decide e lo vuole, vediamo. Io non voglio sfruttare rapporti privati, non parlo con nessuno. Dobbiamo essere professionali. E' così - conclude Petkovic ad AreaNapoli.it - che siamo abituati a lavorare".
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