Pedullà: "E' uno degli strafalcioni più gravi degli ultimi 25 anni di calciomercato"

Alfredo Pedullà attraverso il suo sito ufficiale mette in evidenza l'importante operazione di mercato rivelando alcuni retroscena inediti.
Alfredo Pedullà, esperto di mercato, attraverso il suo editoriale su Sportitalia, si sofferma sull'ingaggio di Dybala della Roma: "Paulo Dybala è una Joya soltanto per chi ce l’ha. La Roma. Gli altri, nessuno si offenda, è bene che si mettano la mano sulla coscienza, hanno perso un’occasione più unica che rara. La Juve, che l’aveva in casa, e ha cominciato a giocare senza un criterio sul rinnovo del contratto in scadenza, per poi liberarlo come se si trattasse di banale bigiotteria e non di altissima gioielleria. Autogol degno del mitico Communardo Niccolai per una motivazione indiscutibile: perdere Dybala a zero è uno degli strafalcioni più gravi degli ultimi 25 anni di calciomercato. Non ha fatto meglio l’Inter che l’ha bloccato per mesi e mesi, ha organizzato summit alla luce del sole, ha detto in modo chiaro che lo avrebbe voluto regalare a Simone Inzaghi".
Inoltre, Pedullà, ha aggiunto: "Poi è arrivato Lukaku in prestito e c’è stata una mezza frenata. Invece, bisognava spingere di più e chiudere l’operazione, pensando all’età dell’ineccepibile Dzeko e al rendimento non esaltante di Correa costato oltre 30 milioni. Dybala sarebbe stato l’investimento a prescindere, il quadro da appendere - ben incorniciato - sul muro a prescindere dalla presenza di Van Gogh e Modigliani. Niente da fare, errore imperdonabile. Cosa vi siete persi: il discorso vale per chi, il Milan, ragiona sempre sugli investimenti in prospettiva e possiamo anche trovarci d’accordo perché il futuro è sempre dei giovani di talento".
"Ma ci sono le eccezioni, sempre, e un Dybala da srotolare per la Champions rossonera sarebbe stato un colpo magistrale. Nulla. Cosa vi siete persi. Quindi, la morale è semplice: complimenti alla Roma che ha saputo aspettare, pur non essendo - è la verità - in cima alla lista dei desideri di Paulo. Ma chi ha pazienza e corteggia in silenzio, sapendo di poter ricevere un due di picche, gode due volte quando sbaraglia gli altri pretendenti. Ora è normale che la Roma lavori per un contratto più lungo, con un ingaggio più alto, magari togliendo la clausola da 20 milioni". Ha concluso Pedullà.








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