Pedullà: "Italiano vittima, momenti di fibrillazione. Retroscena De Laurentiis"

Alfredo Pedullà attraverso il suo editoriale su Sportitalia ha parlato del mancato approdo sulla panchina del Napoli di Vincenzo Italiano.
Alfredo Pedullà, attraverso il suo editoriale su Sportitalia, ha messo in evidenza alcuni retroscena sul mancato approdo di Vincenzo Italiano sulla panchina del Napoli, in sostituzione di mister Antonio Conte. Il club azzurro avrebbe voluto una decisione istantanea del mister.
Italiano col "cerino in mano"
Il giornalista attraverso il suo editoriale rivela. "Vincenzo Italiano è rimasto con il cerino in mano. E mi dispiace perché avrebbe meritato un’assistenza diversa da parte di chi deve sempre pensare alla migliore destinazione possibile per l’assistito. Senza fare troppa confusione, come purtroppo accaduto nel caso di Italiano. Il Napoli avrebbe voluto la firma nel giorno dell’incontro (martedì) avendo già intuito che il Bologna nell’appuntamento di giovedì lo avrebbe tranquillamente liberato. Chi assiste Italiano ha chiesto di aspettare, a quel punto le quotazioni dell’allenatore in orbita Napoli hanno avuto una prima discesa verso il baratro".
"Giovedì mattina De Laurentiis ha chiamato Allegri"
Poi rivela: "Giovedì mattina De Laurentiis aveva fretta di chiudere gli accordi con il nuovo allenatore, ha chiamato Allegri e in pratica lo ha portato a casa come vi abbiamo raccontato in esclusiva subito dopo le 13. Quando Italiano si è presentato al vertice con il Bologna per risolvere il rapporto, pensava di essere ancora in cima alla lista per la panchina del Napoli. Quando è uscito dal vertice, ha capito che Allegri lo aveva definitivamente scavalcato".
"Italiano vittima, momenti di fibrillazione"
Inoltre, aggiunge: "E la delusione per una situazione gestita non bene (l’allenatore è stato solo vittima) ha portato a momenti di fibrillazione. Italiano aveva ancora un anno di contratto con il Bologna da circa tre milioni netti, aveva intuito di non voler rovinare un rapporto che riteneva a fine ciclo, ora meriterebbe di non ripartire in corsa. Ma all’interno di un discorso competitivo, non andare tanto per andarci perché sarebbe una consolazione peggiore. Adesso almeno un club che renda giustizia a quanto seminato negli ultimi anni, con un trofeo in bacheca". Ha concluso.






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