Pedullà: "Gasperini, l'azzardo e il rischio enorme chiamato De Laurentiis"

Alfredo Pedullà attraverso il suo editoriale odierno ha fatto il punto sulla permanenza di Gian Piero Gasperini sulla panchina dell'Atalanta.
Alfredo Pedullà, esperto di mercato, nel suo editoriale su Sportitalia, ha fatto il punto sulla situazione Gasperini, soffermandosi sui retroscena che coinvolgono il Napoli: "L’Atalanta e Gian Piero Gasperini hanno giocato e scherzato, in molti ci sono cascati. Un depistaggio clamoroso, l’importante era restare in piedi senza abboccare alle finte. Bisognava partire da un presupposto: c’è ancora un anno di contratto, quindi la famiglia Percassi avrebbe sempre avuto le carte in mano ben oltre le parole di circostanza. E dopo le parole di circostanza e il “giochino a tre” (lui, lei e l’altra) Gasperini ha memorizzato due-tre cose che proviamo a sintetizzare: a) andare da De Laurentiis a Napoli sarebbe stato un rischio enorme; b) lasciare l’Atalanta un azzardo; c) non giocare le coppe che saranno a Bergamo che lo adora un sacrificio troppo grande".
Poi ha aggiunto: "Tre passaggi essenziali, decisivi, che bisognava non dimenticare perché altrimenti il rischio sarebbe stato quello di imbarcare acqua. Gasperini avrà da Percassi tutto ciò che chiederà: un contratto ricco, almeno 5 milioni più bonus, un mercato importante e la promessa che i pezzi da novanta dell’organico resteranno quasi tutti. Andiamo nel dettaglio: Koopmeiners può essere l’unico sacrificato o sacrificabile, a patto che vengano rispettate le condizioni dell’Atalanta (60 milioni di valutazione) con la possibilità di inserire nell’affare Hujisen oppure Soulé, l’argentino al Gasp piace molto, per abbassare il cash. Ma sugli altri c’è il desiderio e quasi la necessità di resistere, da Ederson (un fenomeno) a Lookman (una fantastica scheggia), senza trascurare Scamacca che da quando ha deciso di ripartire dall’Atalanta ha ritrovato la felicità smarrita".
"Nessuno fa proclami, non ci sono dichiarazioni ufficiali, ma l’idea è quella di alzare sempre più l’asticella: magari finendo tra le prime tre in modo stabile, senza disdegnare la possibilità di lottare un giorno per quel famosissimo triangolino tricolore. Ci saranno investimenti mirati, importanti, con Gasperini al comando della corsa: lui è il Governatore di Bergamo, meglio ancora “Sir Gian Piero”. Ha concluso Pedullà.






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