Palmeri: "Promosse e bocciate del calciomercato. Napoli sufficiente, Juve regina!"

Il giornalista di beIN SPORTS, corrispondente de La Gazzetta dello Sport e della CNN, ha fatto il punto sul mercato di Serie A.
Torna il consueto apuntamento con l'editoriale di Tancredi Palmeri per tuttomercatoweb.com: "A 72 ore dalla fine del calciomercato, andiamo con il pagellone sospeso della Serie A, con le squadre divise tra promosse, rimandate e bocciate. Ma con una premessa fondamentale: qua non si giudica il conto economico, e nemmeno soltanto gli acquisti. E nemmeno della squadra costruita in sé. No. La valutazione è sul conto totale solo dal punto di vista tecnico sia degli acquisti che delle cessioni. Perché dei soldi ai tifosi conta il giusto, cioè zero, e giustamente. E ovvio, posto che quando prendi Cristiano Ronaldo, tutto il resto è musica d’accompagnamento".
REGINE - "Due squadre su tutto. Il voto sfiora la perfezione, per motivi diversi. Parliamo di Juventus e Inter. Con l’obbligatoria precedenza alla Juve, perché quando metti a segno uno dei due acquisti più importanti della storia del calcio italiano, rasenteresti la perfezione anche sbagliando clamorosamente tutto il resto del mercato. Cosa che la Juve peraltro non ha clamorosamente fatto: Andrea Agnelli si è preso i suoi rischi, è rimasto Dybala, dovrebbe rimanere Pjanic, vuol dire fregarsene del conto economico e provare il rischiatutto uscendo dai parametri quest’anno e sperando che il rischio Cristiano ti faccia rientrare. E se devi prenderti un rischio per qualcuno, maledizione devi farlo per Cristiano Ronaldo. Ma non è solo chi hai tenuto, è soprattutto chi hai acquistato: Emre Can beffando l’Europa, Perin beffando l’Italia, Cancelo beffando l’Inter, e soprattutto essendoti assicurato l’altro centrale della Nazionale liberandoti del problema Higuain. Certo, altri sono andati, compreso forse la decisione affrettata su Buffon, ma non si può pretendere la perfezione. L’Inter invece un Cristiano non ce l’ha, sarebbe perfetta con un Modric che non arriverà, ma là si avvicina avendo comprato mezza squadra che vale la Champions: dalla difesa in sù: De Vrij, Vrsalijko, Asamoah, Nainggolan, Lautaro, Politano, Keita. Mancavano i cambi all’Inter, adesso ci sono, e tutti di qualità. Il limite è la Juventus, ma dietro c’è l’Inter".
LAUREATE CON LODE - "Sono due. Non sono regine ma possono andare fiere di quello che hanno fatto. Ovvio, con calibri e denari diversi, ma hanno alzato di netto il loro livello tecnico: Milan, ma anche Parma. Il Milan in 15 giorni è passata dall’essere ripudiata dall’Europa, all’accogliere Higuain, più l’altro giovane centrale di maggior prospettiva oltre Romagnoli. E poi ha consolidato la porta con Reina, giusto in caso hai visto mai, e ha finito per aggiungere un’ala elettrizzante come Castillejo e un centrale di centrocampo come Bakayoko che sarà anche stato niente al Chelsea, ma al Monaco era il nuovo Yaya Touré, e se anche risultasse una via di mezzo sarebbe già grasso che cola. Insomma, la Champions adesso è davvero un obbligo, come lo è disputare una Europa League da protagonisti. Il Parma è tornato in stile, mettendo assieme una delle formazione più intriganti: Dimarco e Bastoni in difesa, l’esperienza e la qualità di Rigoni a centrocampo, Inglese in avanti. E dulcis in fundo, occhio a Galano, che finalmente arriva bene in Serie A e potrebbe fare le fortune dei fantacalcisti".
PROMOSSE - "Qui va il gruppo maggiore: include ben 8 squadre che hanno fatto un mercato positivo, anche qui con denari e ambizioni diverse. Certo, per alcune la sufficienza normale probabilmente non sarà sufficiente. Sono nell’ordine: Roma, Napoli, Lazio, Fiorentina, Cagliari, Sassuolo, Empoli e Frosinone. Bellissimo il mercato in entrata della Roma: Kluivert, Pastore, Coric, Cristante e Olsen è tutta gente che lascerà il segno. Ma lo lasceranno anche le partenze di Alisson e Nainggolan. Non va dimenticato come il belga fosse stato decisivo in partite importanti, e di come il brasiliano sia stato decisivo sempre. Il che vuol dire che la stagione dipenderà dal rendimento di Olsen… Al Napoli la sufficienza va perché a fronte dell’aver perso Reina e Jorginho, ha comunque messo dentro Fabian Ruiz, Verdi e Meret. Però vedendo come sono cresciuti altri, potrebbe non essere abbastanza. La Lazio ha visto salutare De Vrij e Felipe Anderson, ma aver accolto Correa, Badelj e Acerbi può dare fiducia. Eccitanti gli arrivi della Fiorentina: Lafont, Pjaca, Mirallas e un Gerson da rigenerare. Molti sono solo potenziale, ma sono un bel potenziale. Come il Cagliari: con la scommessa Srna, la certezza Castro, e - se avrà spazio - la curiosità finalmente su Cerri. Il Sassuolo ha messo una pezza alle cessioni di Politano, Acerbi e Missiroli, con gli acquisti di Di Francesco, Boateng, Brignola e il jolly Marlon. L’Empoli invece ha mantenuto la struttura, aggiungendo un altro prospetto interessante come La Gumina. E intelligente l’operato del Frosinone, con gli arrivi di Sportiello, Goldaniga e Perica".
RIMANDATE - "Paradossalmente quelli di metà classifica, che nel medio si sono tenute: Bologna, Sampdoria, Spal e Torino. Il Bologna ha perso Verdi e Di Francesco, aggiungendo con un certo peso il solo Falcinelli. La Sampdoria ha mosso tantissimo, ma le partenze di Viviano, Zapata e Torreira non sono pareggiate dagli arrivi di Ekdal, Vieira e Jankto. Sarà durissima per la Spal: Meret aveva dato tanti punti, da vedere se Petagna e Missiroli sapranno fare ugualmente. E il Torino: via Barreca, dentro Izzo, ma i tifosi si aspettavano molto di più. BOCCIATE - Un poker di squadre, a cui però rimangono ambizioni differenti: Atalanta, Chievo, Genoa e Udinese. L’Atalanta ha ulteriormente alzato il livello di difficoltà per Gasperini, privandolo di Caldara, Spinazzola, Cristante e del virgulto Bastoni, premiandolo fondamentalmente solo con Duvan Zapata. Il Chievo aveva di che preoccuparsi sulla categoria occupata, quindi gli addii di Inglese e Castro sono sembrati anche il minore dei mali. Come al solito un porto di mare il Genoa, ma nell’andirivieni alla fine il conto è negativo, con le buone entrate di Criscito e Sandro, ma gli addii di mezza squadra tra Perin, Izzo, Bertolacci e Rigoni. E poi l’Udinese, che tra le polemiche per Mandragora ha visto partire metà dei titolari. Il nuovo allenatore Velazquez avrà poco tempo, e poca qualità a disposizione. Non si accolgono così i i nuovi arrivati…".







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