Nel Napoli scoppia l'ennesima "guerra" annunciata. Il solito gravissimo errore

Ad un anno dalla scadenza del contratto di Lorenzo Insigne, botta e risposta sui generis tra Aurelio De Laurentiis e l'agente del calciatore.
Dopo le parole di Aurelio De Laurentiis sul futuro di Lorenzo Insigne, ovvero "sarà quel che sarà, se andrà via sarà di certo per volere suo e non nostro", è arrivata una replica sui generis da parte dell'agente del capitano del Napoli, il quale ha pubblicato e poi cancellato il pensiero di un tifoso partenopeo il quale addossa esclusivamente le colpe sul presidente del club il quale, a suo dire, sta provando a mettere il calciatore contro la città. Le premesse, dunque, non sono per nulla positive ad un anno dalla scadenza del contratto di Insigne (30 giugno 2022). Un anno, incredibile. Il Napoli ha commesso ancora una volta lo stesso errore, come accaduto con Milik, Maksimovic e Hysaj.
Nel calcio prevenire è meglio che curare. Nel calcio prevenire è doveroso, necessario per evitare brutte sorprese e per avere maggior forza nelle trattative: il rinnovo non si può gestire prima dell'ultimo anno di contratto. Soprattutto se si tratta di calciatori importanti come Lorenzo. E' scoppiata dunque l'ennesima guerra annunciata con modalità anche abbastanza grette. In principio fu Ezequiel Lavezzi, poi Fabio Quagliarella e successivamente Edinson Cavani, quindi Gonzalo Higuain. Tutti "traditori" della patria? Possibile? Chissà... Higuain, però, rispedì al mittente il ruolo di "core 'ngrato" al punto di gridare, dopo un gol al San Paolo, "es tu culpa" indicando De Laurentiis.








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