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Napoli tra rilancio e bilancio: l'80%, il nuovo bomber e le "giuste" cessioni per tornare a volare


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Napoli tra rilancio e bilancio: l'80%, il nuovo bomber e le giuste cessioni per tornare a volare

Pochi ritocchi per il Napoli di Gattuso: via chi sente di non avere più nulla da dare, dentro i degni eredi. Il tutto tenendo i conti in regola come sempre.


La SSC Napoli nell’esercizio 2018-2019 è tornato all'utile dopo il rosso di 6,3 milioni con cui aveva archiviato il 2017-2018. Il club di De Laurentiis ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2019 con un utile di 29,16 milioni di euro. Nel verbale dell’assemblea, svoltasi il 25 ottobre dello scorso anno negli uffici romani della FilmAuro, non viene specificato invece qual è stato il fatturato del club nel corso dell’esercizio 2018-2019. Secondo quanto rivelò lo scorso dicembre il sito specializzato Calcioefinanza.it, le ragioni che hanno consentito al Napoli di chiudere in utile l’esercizio 2018-2019, riguardano anche le plusvalenze contabilizzate nel bilancio chiuso al 30 giugno 2019.


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Grazie alla cessione di Jorginho al Chelsea il club presieduto da De Laurentiis dovrebbe aver potuto iscrivere nei conti relativi al 2018 una plusvalenza di circa 56,7 milioni di euro. Il centrocampista della Nazionale è stato infatti ceduto ai blues per 57 milioni a fronte di un valore di carico a bilancio di circa 257 mila euro. Potrebbero esserci inoltre, in relazione all'italo-brasiliano, altri 7 milioni di bonus. Un'altra plusvalenza è stata ottenuta grazie alla cessione di Marek Hamsik ai cinesi del Dalian per 20 milioni. Complessivamente le plusvalenze registrate dal Napoli nell’esercizio 2018-2019 dovrebbero valere circa 80 milioni (79,7 milioni per l’esattezza). Lo scorso gennaio, De Laurentiis, con gli acquisti di Demme (12 milioni), Lobotka (23), Rrahmani (14 milioni più 1,5 di bonus), Politano (25 più bonus) e Petagna (17 milioni più bonus), ha speso circa 95 milioni di euro. Da capire dunque se De Laurentiis ha già sparato tutte le cartucce per tenere i conti in regola o se c'è ancora margine per fare altre operazioni. Demme, Lobotka e Politano si sono già inseriti: il primo benissimo, il secondo a tratti e il terzo dovrà dimostrare di essere all'altezza di sostituire il partente Callejon. A breve arriveranno Petagna e Rrahmani. 


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Gattuso ha ribadito che di questa rosa verrà confermato l'80%: chi potrebbe partire, dunque, magari per finanziare altre operazioni, naturalmente con l'offerta giusta, è Koulibaly: servono almeno 80/90 milioni. City e Liverpool già litigano. Una cifra comunque enorme che il Napoli in parte spenderebbe per prendere Gabriel dal Lille (23 milioni). Non è detto che Kalidou vada via, ma basterebbe solo la sua cessione, eventualmente, per finanziare gli acquisti del futuro. Paradossalmente, il Napoli è forte così com'è. Immaginiamo... Meret, Ospina e Karnezis: un pacchetto portieri di grande livello! Difesa: Di Lorenzo-Hysaj, Maksimovic-Rrahmani, Manolas-Koulibaly, Mario Rui-Ghoulam (dovesse tornare ai suoi livelli). Chi avrebbe una difesa più forte? Centrocampo: Demme, Lobotka, Fabian Ruiz, Zielinski, Elmas (che funge anche da vice-Insigne). Servirebbe solo un tassello di grande qualità al posto di Allan, in partenza. Se poi si dovesse rigenerare anche il brasiliano, sarebbe davvero fantastico. Attacco: Mertens, Insigne, Politano, Petagna. Poi c'è Lozano. E Callejon che andrà via. E se arrivassero Under al posto di Josè ed un grande bomber al posto di Milik? Magari Cavani o Raul Jimenez... Una corazzata per Gattuso, con pochi acquisti (soprattutto il bomber) e le "giuste" cessioni tra aspetti mentali e liquidità per prendere i nuovi. Senza rovinare i bilanci. Uno squadrone alla portata delle casse del club pronto a ripartire di slancio in Serie A, in alta quota, dove, con tutto il rispetto, Atalanta e Lazio, non sembrano affatto più forti. E, in tutta franchezza, nemmeno Inter e Juventus, rispetto alle quali il Napoli partirebbe giusto un po' più dietro per forza complessiva del club. Ma con Ringhio sarebbe lecito sognare trovando nuovi equilibri sulla base di "antiche" e collaudate forze. E la Coppa Italia è un primo passo davvero indicativo. 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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