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"Napoli su Porongo". La voglia di scoop e il leggendario scherzo di Pesaola e Sivori ai giornalisti


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Napoli su Porongo. La voglia di scoop e il leggendario scherzo di Pesaola e Sivori ai giornalisti

Stanco di essere letteralmente pedinato, Pesaola confidò al giornalista che il club partenopeo stava per acquistare un campione argentino.


In questa torrida estate in cui giornalisti e tifosi sono alla disperata ricerca di scoop di calciomercato, torna alla mente la meravigliosa leggerezza di una leggenda del Calcio Napoli, ovvero Bruno Pesaola, il Petisso, calciatore e allenatore di straordinaria umanità e soprattutto uomo meraviglioso dalla battuta facile. Si narra che l'argentino, quando era alla guida degli azzurri, non avesse un buon rapporto con il direttore di Sport Sud poichè il giornale era sempre sul piede di guerra con critiche feroci, ma anche perchè aveva messo un giovane cronista sulle sue tracce. Spiate, eccessiva presenza, invadenza. E allora il mister del Napoli (che guidò la squadra dal 1965 al 1968, ma non solo), per vendicarsi, architettò uno scherzo. Nacque così la favola di Porongo.


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Stanco di essere letteralmente pedinato, Pesaola confidò al giornalista che il club partenopeo stava per acquistare un campione argentino di nome, appunto, Porongo. Naturalmente si trattava di un nome di "fantasia". Anzi, se vi interessa, andate su google e provate a tradurre. Resterete sorpresi dal tocco di genio del Petisso. Il cronista, comunque, riportò la falsa indiscrezione al suo direttore che la pubblicò. Da quel giorno la "guerra" a Pesaola si inasprì ulteriormente. Erano i tempi in cui i giornalisti avevano facile accesso, vivevano praticamente incollati ai calciatori, specialmente il sabato prima delle partite. Tra i cronisti c'era chi manteneva una certa distanza e chi invece origliava troppo. Anche Omar Sivori non faceva nulla per mascherare il fastidio e così, anche lui, con l'aiuto di Pesaola, spesso faceva scherzi ai giornalisti. E, a proposito di "Porongo", si narra che lo stesso Cabezon avesse successivamente imitato il suo allenatore.


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"Sembra che il Comandante Lauro abbia già chiuso l'operazione, potrebbe arrivare la prossima settimana. Si dice che faccia tanti goal, arriva dal Boca Juniors", disse Sivori in spagnolo rivolgendosi ai compagni di squadra. Un giornalista presente, che non parlava quella lingua, capì solo che una stella stava per atterrare a Napoli. All'epoca non c'erano siti, non c'era internet, e per verificare le informazioni, soprattutto di calciomercato, non era affatto semplice. Per contattare un informatore di Buenos Aires c'erano ritardi fino a 10 ore e, come si sa, per un giornalista il tempo è un feroce nemico. E così il cronista si avvicinò alla fonte, a Sivori: "Scusi Omar, senza volerlo, ho sentito che sta per arrivare un campione. Chi sarebbe?". "Ah no, è un segreto, non posso parlare, lo deve dire il Comandante (Lauro, ndr), non io", tagliò corto il campione. "Guardi, Ómar, scrivo per un giornale del "Comandante", aspetterò che mi dia la sua approvazione e solo dopo pubblicherò la notizia con il nome". "Va bene, se è così, te lo dico", l'apertura di Sivori. E dopo essersi guardato attorno, si mise una mano davanti alla bocca e gli sussurrò all'orecchio il cognome del calciatore. Il giornalista scappò subito in motorino dopo aver annotato tutto. Bisognava raggiungere la redazione prima possibile. Quando Pesaola, visto il sorriso beffardo di Sivori, si accorse che qualcosa non andava, chiese spiegazioni. Una volta scoperto tutto, tuonò: "Gesù, Giuseppe e Maria Santissima, ma ti rendi conto cosa accadrà domani? E' un giornale del "comandante", che non ha molto senso dell'umorismo, avrai difficoltà perché sai come sono i giornalisti, questo non smetterà di citarti come fonte e non ti aiuterà a negarlo". Il Petisso corse alla portineria, si aggrappò al telefono, compose il numero di "Napoli Notte" e chiese, con urgenza, di parlare con il capo della redazione sportiva. Appena in contatto con lui gli disse che era stato tutto uno scherzo. Dall'altra parte la risposta fu un misto di improperi e bestemmie in stretto dialetto napoletano. Si narra che il povero capo si tuffò nella tipografia del giornale e strappò la pagina in cui aveva scritto tutto, in particolare il titolone. Per la seconda volta il Napoli stava acquistando Porongo.

Luca Cirillo

RIPRODUZIONE RISERVATA


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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