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Napoli, passano gli anni ma restano due "maledizioni". De Laurentiis tra luci e ombre


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Napoli, passano gli anni ma restano due maledizioni. De Laurentiis tra luci e ombre

In questa finestra invernale del calciomercato, per il Napoli tornano di moda due problemi mai del tutto risolti da quando c'è De Laurentiis.


Da quando il Napoli, nell'estate del 2016, perse Gonzalo Higuain, che si accasò alla Juventus grazie alla clausola rescissoria da 91 milioni (versati dai bianconeri ai partenopei), De Laurentiis, che fu bravo a rilanciare El Pipita - il quale sentiva ormai finita l'esperienza al Real Madrid - non ha mai messo a segno il colpaccio per potenziare l'attacco della squadra. Andato via l'argentino ex River, in maglia azzurra arrivò il 22enne Arek Milik per 32 milioni di euro. Di certo un buon centravanti, ma lontano anni luce dai valori assoluti di Higuain sia per tecnica sia per fiuto del gol. Ma anche per la capacità di far girare la squadra. Il polacco, inoltre, si fece male quasi subito rompendosi il primo crociato. Una volta rientrato, la maledizione del bomber colpì ancora e anche l'altro crociato fece crac. Maurizio Sarri, all'epoca mister della squadra, fece di necessità virtù e scoprì Dries Mertens falso nueve e goleador. Ma questa è un'altra storia.


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Quest'anno, invece, il Napoli ha messo a segno il colpo da 90, ovvero l'acquisto di Victor Osimhen, per il quale De Laurentiis ha speso circa 70 milioni (nell'affare anche la cessione di Karnezis e di alcuni giovani della Primavera). Con Milik messo da parte, Gattuso, dunque, pensava di avere in rosa il puntero giusto sul quale fare affidamento per la finalizzazione. Alle sue spalle il rincalzo Petagna. E invece la maledizione ha nuovamente : Osimhen si è lussato la spalla giocando con la propria nazionale, la Nigeria, e parallelamente si è infortunato anche Mertens. Ulteriore beffa. E così la squadra ha finito per perdere nuovamente certezze lì davanti. Contro lo Spezia si è rivisto platealmente il problema: la squadra crea tanto e finalizza poco e male. 


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L'altra maledizione, invece, riguarda il terzino sinistro. Ricordate Zuniga? Il Napoli pensava di aver trovato un grande campione grazie anche all'intuizione di Mazzarri di schierarlo a sinistra. La Juventus si fiondò su di lui, De Laurentiis lo blindò con un ricco contratto. Poi la scoperta del problema al ginocchio dal quale non guarì mai. Dopo di lui arrivò Ghoulam che per capacità atletiche ricordava l'impressionante Cavani. Per Sarri divenne insostituibile fino a diventare il miglior terzino sinistro d'Europa a pochi passi da Marcelo. Anche per lui si parlò dell'interesse di tanti top club. Poi l'infortunio in Champions League contro il Manchester City al San Paolo e addio catena di sinistra con Insigne e Hamsik a fare da raccordo. L'algerino non è mai tornato a quei livelli pur conservando un ottimo mancino. Manca la falcata, la straripante potenza. E non è un caso che il Napoli sia alla ricerca di un altro terzino da affiancare a Mario Rui. Passano gli anni, dunque, ma per la squadra partenopea resistono due maledizioni, quella dell'erede di Higuain mai arrivato e quella del fluidificante mancino. De Laurentiis ha il merito di aver pescato sia Higuain che Ghoulam, ma nel ricambio generazionale qualche scelta sbagliata non è mancata. Quando il Napoli sembrava pronto per il salto di qualità, si è deciso per investire su giovani tutti da scoprire piuttosto che prendere campioni in grado di garantire gli standard di rendimento dei predecessori. Anche la sfortuna, va detto, ha avuto ed ha il suo enorme peso.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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