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Napoli, occhio alle cessioni, la prima cosa è il gruppo


Flavio Pompeo,
Pubblicato nella sezione Calciomercato
Napoli, occhio alle cessioni, la prima cosa è il gruppo

Il direttore sportivo azzurro Riccardo Bigon è chiamato ad effettuare un lavoro di sfoltimento della rosa tutt'altro che semplice. La priorità  resta la compattezza del gruppo.


Archiviato il campionato 2009/2010 è già  tempo di calciomercato per il Napoli. Il direttore sportivo Riccardo Bigon è chiamato ad effettuare un lavoro di sfoltimento della rosa tutt'altro che semplice. Esperti ed opinionisti parlano di cessione di quei giocatori che non sono tecnicamente validi per il progetto Napoli come ad esempio i vari Dalla Bona, De Zerbi, Bucchi, Rullo e Amodio. A dire il vero il problema più importante non è cedere i giocatori non validi, ma cedere quei giocatori che non si sentono parte integrante di questo progetto. Indipendentemente dalla bravura del singolo giocatore è necessario che essi sposino a pieno la causa azzurra. La squadra per crescere non ha bisogno solo di innesti, ma di avere un gruppo ove ogni singolo giocatore aldilà  se giochi tutte le partite o poche si senta parte della squadra di Mazzarri. Nei giocatori che faranno parte della rosa del Napoli, ci deve essere la consapevolezza di trovarsi in una grande squadra al pari delle blasonate Inter, Milan e Juventus, e come in ogni grande squadra non si può pretendere di avere il posto da titolare assicurato. Per tal motivo chi non se la sente di giocare poche partite è meglio che chieda di essere ceduto.


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A malincuore il primo che dovrebbe essere ceduto è German Denis poichè le ultime dichiarazioni del suo procuratore mostrano un malessere del giocatore, il quale pretende di giocare non solo quando Lavezzi e Quagliarella sono indisponibili. Questo potrebbe essere l'esempio di calciatore che non sposa a pieno il progetto azzurro, c'è da chiedersi se il Tanque si fosse lamentato se avesse fatto panchina nell'Inter!? à‰ necessario che la società  trasmetta questo tipo di messaggio ai giocatori in modo da creare un gruppo solido e con unità  di intenti dove il singolo gioisca del goal del compagno come se fosse il suo, e dove anche chi gioca meno si senta parte del gruppo, solo così ci può creare quella mentalità  che porterà  a probabili successi.


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(C) RIPRODUZIONE RISERVATA


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