Mertens ride dei ruffiani di corte: lui è già nel mito, degli altri non resterà nulla

Dries Mertens scaricato da tanti come uno qualunque. Non si tratta di riconoscenza, ma di rispetto per chi ha scritto la storia recente del Napoli.
Dries Mertens vuole restare a Napoli perché ama vivere qui. Adora questa città dal 2013: è stato amore a prima vista, incondizionato. Anno dopo anno ha scritto la sua storia a suon di gol e magie, fino a diventare una leggenda: è infatti il miglior marcatore della storia del club partenopeo. E' davanti, per numero di gol (148), a gente come Insigne, Hamsik, e allo stesso Maradona. A 35 anni il suo obiettivo è quello di chiudere la carriera dove è decollata, nel luogo in cui ha deciso di far nascere suo figlio, a cui ha dato un nome napoletano. E chi pensa che lo abbia fatto per ruffianeria, evidentemente conosce e forse adotta le strategie dei ruffiani. Ciò che fa arrabbiare, o forse ridere, come del resto Mertens che ride dei ruffiani di corte, è che qualcuno lo voglia far passare come un ex fuoriclasse da rottamare in cerca di una lauta pensione.
Sicuramente "Ciro" non è più il calciatore ammirato fino a qualche anno fa, tuttavia ad oggi è ancora il calciatore con il più alto tasso tecnico della rosa. E soprattutto è colui che ha il miglior fiuto del gol, anche più di Osimhen. E chi rinnega di aver criticato Spalletti appena qualche settimana fa, per averlo utilizzato poco, è in totale malafede. Mertens farebbe bene ovunque, ha nelle gambe almeno un altro paio di anni e fisicamente è integro (ha anche risolto il problema alla spalla). Perché dovrebbe ragionare da ex calciatore se non lo è affatto? Dare in pasto alla gente la mail dei suoi avvocati al Napoli - riservata - con le legittime richieste da calciatore quale ancora si sente, e a ragione, non è stato un bel gesto a prescindere da chi sia il responsabile. La verità, l'unica, è che l'uomo Mertens merita solo rispetto e affetto per quel che ha fatto, al di là del calciatore. I fatti, appunto, non le chiacchiere. E chi mette in dubbio la sua sincerità per aver dato al suo primogenito un nome napoletano (Ciro Romeo), forse dovrebbe chiedere scusa. A differenza di Dries, in tanti verranno dimenticati o comunque non passeranno alla storia. Mertens è già nel mito, con o senza rinnovo. Se ne faccia una ragione chi in questi giorni lo ha già scaricato come uno qualunque.








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