Mazzarri e Benitez dissero "no" all'offerta di ADL, cosa farà Sarri? E' stato chiaro, chi vuol capire...

Ricordate la frase di prima? Ogni allenatore vuole guadagnare, certo, ma soprattutto gareggiare per vincere. Chi vuol capir, capisca.
Sono passati cinque anni ormai, ma tutti ricordiamo il Napoli di Mazzarri, le vittorie e le rimonte a pochi minuti dalla fine, la Coppa Italia vinta contro la Juventus, la vergogna di Pechino sempre al cospetto dei bianconeri in SuperCoppa, le magiche notti Champions tra imprese e sfortuna e anche i famosi lamenti del tecnico toscano. Dopo aver guidato gli azzurri dal 2009 al 2013, il toscano Walter da San Vincenzo decise di andare via nonostante l'offerta di De Laurentiis: 4 milioni a stagione! Una cifra allettante che non bastò per convincerlo a restare: scelse l'Inter perchè, al di là dell'ingaggio, probabilmente intravedeva (sbagliando) margini di crescita sul versante della rosa. Un allenatore vuole guadagnare, certo, ma soprattutto gareggiare per vincere. Ricordate questo concetto anche dopo.
E così, dopo Mazzarri arrivò Benitez. Un anno di contratto più opzione per il secondo. Con il blasonato mister spagnolo arrivarono i vari Reina, Callejon, Albiol, Higuain ecc. ecc. Dopo un primo anno di discreto livello conquistando la Coppa Italia e all'accesso ai play-off di Champions, Benitez chiese rassicurazioni sul futuro del club e tutti ricordano il famoso "business plan" invocato a gran voce: strutture, settore giovanile, la prima squadra. Insomma, Benitez, nonostante l'offerta di 4 milioni a stagione, preferì ascoltare prima i propositi del club per l'avvenire. De Laurentiis, dal canto suo, lo obbligò quasi a restare forte della possibilità di esercitare l'opzione prevista dal contratto, e tutti sappiamo come è andata: eliminazione dalla Champions nei preliminari contro l'Athletic Bilbao, la conquista della SuperCoppa italiana contro la Juve, le semifinali di Europa League ed uno scialbo quinto posto in campionato. Stagione 2014-2015.
Dopo l'addio di Benitez, a Napoli è arrivato il semisconosciuto Maurizio Sarri, 57enne tecnico con un modesto curriculum e reduce da buone stagioni all'Empoli. Un mister che godeva di buona fama sul versante del bel gioco, ma di lui si sapeva soprattutto che in passato era stato un bancario. Una vera e propria scommessa da parte di De Laurentiis. Non pochi tifosi e addetti ai lavori nutrirono più di qualche dubbio. Lo stesso Maradona tuonò: "Dopo Benitez, con il rispetto per Sarri, il Napoli non può essere allenato da mio zio". Insomma, dubbi e i primi risultati preoccupanti. Poi la svolta, dal 4-3-1-2 al 4-3-3. Una scalata impressionante, un Higuain mai visto prima così in forma e il Napoli campione d'inverno. Al giro di boa il club potenziò la squadra con Grassi e Regini. Alla fine trionfò la Juventus. Che al termine di quella stagione comprò anche Higuain. Un finale traumatico per i tifosi azzurri. Arrivò Milik, che si infortunò presto. Ma Sarri non si perse d'animo si inventò Mertens prima punta. In Champions lo sfizio di affrontare il Real Madrid ai quarti e a fine campionato un terzo posto come Benitez al suo primo anno di gestione. Stagione 2016-2017. Sarri non chiese niente per restare, solo la conferma della rosa a disposizione che aveva impressionato con una straordinaria cavalcata nel girone di ritorno. E siamo arrivati ad oggi, febbraio 2018: Napoli primo in classifica e senza roboanti colpi di mercato. Sarri ora è alle prese con un contratto che prevede una clausola rescissoria. I tifosi sono preoccupati, siamo alle solite. Si vocifera che De Laurentiis gli abbia proposto un contratto da 4 milioni a stagione eliminando la clausola. Ma ora il punto è il seguente, ed è sempre lo stesso: basterà a De Laurentiis offrire dei soldi al suo mister, oppure dovrà dare garanzie tecniche per essere ancora più competitivi? Sarri ha dichiarato che "i soldi sono l'ultima cosa che mi interessa, cerco esperienze in grado di darmi scariche di adrenalina". Ricordate la frase di prima? Ogni allenatore vuole guadagnare, certo, ma soprattutto gareggiare per vincere. Chi vuol capir, capisca.
Luca Cirillo







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