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"Mancino sopraffino", baby talento napoletano approda all'Atalanta con lo zampino di Raiola-Cirillo


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Mancino sopraffino, baby talento napoletano approda all'Atalanta con lo zampino di Raiola-Cirillo

Con Pollio salgono a 18 i baby-fenomeni ceduti a club di A o di B dagli Azzurri. Una cifra record, considerando che la statistica è riferita ai soli talenti sfornati al Parco Carolina nel 2018.


Torre Annunziata. Un altro baby-talento, cresciuto nella scuola calcio Azzurri di Torre Annunziata, approda al settore giovanile di una squadra di Serie A. Da domani infatti il piccolo Daniele Pollio, classe 2006 da Sant'Agnello, centrocampista di cervello e tecnica descritto dal suo ex coach torrese come "mancino quasi sopraffino", si allenerà con l'Atalanta presso il centro sportivo di Zingonia. E' l'ennesimo colpo messo a segno dalla scuola calcio diretta in città dal presidente Stefano Cirillo in collaborazione con Vincenzo Raiola, il cugino del procuratore dorato Mino.


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Con Pollio salgono infatti a 18 i baby-fenomeni ceduti a club di A o di B dagli Azzurri. Una cifra record, considerando che la statistica è riferita ai soli talenti sfornati al Parco Carolina nel 2018. A precedere Pollio, da ultimo in ordine temporale, era stato il portierino Manuel Leto, 10 anni, trasferitosi lo scorso luglio in Lombardia con tutta la famiglia e oggi all'Atalanta dopo una breve parentesi vissuta con la maglia della società Scarioni, vicina al club orobico. Entrambi i gioielli di casa Azzurri sono stati visti all'opera in Campania dagli scout dell'Atalanta nel corso della ultima edizione del torneo "Viesse Cup", svoltosi a Pescara nel mese di maggio. La prossima tappa si terrà invece a Gragnano dal 3 al 5 gennaio. Oltre agli Azzurri parteciperanno i ragazzini classe 2009 di Torino, Genoa, Spal, Frosinone, Benevento, Crotone, Casertana. Per il presidente della scuola calcio di Torre Annunziata, Stefano Cirillo, allenatore professionista con patentino rilasciato dalla Uefa, la soddisfazione è doppia: "Vuol dire che la nostra scuola calcio funziona" commenta. "I bambini da noi non solo si divertono, ma se bravi hanno la possibilità di cullare un sogno. Però ricordo sempre, soprattutto ai genitori, di non correre troppo. Serve lasciar loro il giusto tempo per maturare".


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Il segreto della scuola calcio torrese sta nel rivoluzionario metodo di allenamento voluto da Cirillo. "In campo insegno ai ragazzini il vero pallone da strada" prosegue. A convincerlo ulteriormente della bontà del suo credo calcistico, da cui Cirillo ha tratto inoltre un fortunato e-book "Il calcio a 11 negli spazi ridotti", è stato il campione del Napoli di Maradona, Antonio Careca. Il 3 giugno 2017, giorno della ufficializzazione della ideale partnership con l'attaccante carioca che coi suoi gol spinse il Napoli verso lo scudetto, Careca al bar "hcca24" di Pompei rivelò: "Ho imparato a giocare per strada o sulla spiaggia. Correvo tra le gibbosità del terreno. Dovevo necessariamente superare il centrocampo. Per poter vedere la porta avversaria, dovevo andare oltre le gobbe". Parole che Cirillo ancora adesso non dimentica. "E' per questo che divido il campo a 11 in piccoli tasselli dove al massimo alleno cinque ragazzini" confessa. "Lottizzando il terreno di gioco in spazi ristretti, i baby aumentano l'intensità, il loro grado di attenzione, la velocità di pensiero. Feci mia quest'idea sette anni fa, quasi tutti mi diedero del pazzo. Oggi, forse, posso dire di aver vinto la mia battaglia". (Salvatore Piro - Metropolis).


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