Lo scivolone di Delneri, il "retroscena" fuori luogo sull'ex Napoli e il vecchio detto...

Di solito un allenatore, in ogni sessione di calciomercato, spera che la sua squadra venga rinforzata dal club per avere a disposizione una rosa in grado di regalare soddisfazioni ai propri tifosi.
Di solito un allenatore, in ogni sessione di calciomercato, spera che la sua squadra venga rinforzata dal club per avere a disposizione una rosa in grado di regalare soddisfazioni ai propri tifosi. Almeno così era il calcio fino a qualche anno fa, prima dell’avvento degli esperti di bilancio e di gestione. Persino i tifosi sono attenti alla salute fiscale dei club per i quali impazziscono. Oggi tutti sanno tutto, anche gli allenatori sono molto attenti (giustamente per certi aspetti) ai risparmi e nel caso danno anche un loro parere ai dirigenti per evitare sperperi inutili. Nell’epoca della spending review in scala mondiale, dunque, può capitare di leggere che il Delneri di turno sia felice per l’addio di un attaccante (tra l’altro molto valido). “A Pozzo chiedevano 25 mln tra acquisto ed ingaggio per confermare Zapata, che veniva spesso indicato come uno ‘scarpone’ qui, che doveva fare? Non l’ha ripreso ed ha fatto bene”. Quindi, in maniera chiara, il simpatico Delneri, il mister dalla evve moscia nobiliare, promuove l’operato dell’Udinese offendendo (“scarpone” non è certamente un complimento, retroscena evitabile, una brutta caduta di stile) un calciatore pagato oltre 20 milioni dalla Sampdoria e che a Napoli ha avuto una media-gol importante in relazione ai minuti giocati; e che ai vari Bajic, Lasagna e Perica non ha nulla da invidiare. E forse nemmeno all’attempato Maxi Lopez. Uno scivolone fuori luogo perché se l’Udinese aveva comunque pensato di riconfermare Zapata, vuol dire che la stima per il calciatore c’era. Viene in mente la famosa favola di Esopo “la volpe e l’uva” che tutti conosciamo. “Spinta dalla fame una volpe tentava di raggiungere un grappolo d'uva posto sin alto sulla vite, saltando con tutte le sue forze. Non potendo raggiungerla, esclamò: "Non voglio coglierla, è ancora acerba”. Poi di lì passò Delneri e aggiunse: “Quell’uva, del vesto, è come Duvan, uno scavpone”. A Napoli c’è inoltre chi dice: “'A gatta, quanno nun pò arrivà ò llardo, dice ca fète”. Il calciomercato, si sa, è pieno di venditori, compratori, allenatori… Amici Ahrarara, gridavano i fichi d’India nella parodia di una nota televendita di fantasia. Di fantasia…








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
