Leandrinho-Napoli a fuoco lento. I retroscena: Raiola, Tubaldo ed il "caso" Roggia
L'affare Leandrinho, infatti, come era facile prevedere data la sua complessità, contrariamente a quanto "annunciato" anzitempo da alcuni media, non risulta ancora chiuso.

"Non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco". Il proverbiale consiglio di Giovanni Trapattoni dovrebbe essere d'insegnamento sempre, nella vita come anche nel calcio. Specie quando si parla di mercato. L'affare Leandrinho, infatti, come era facile prevedere data la sua complessità, contrariamente a quanto "annunciato" anzitempo da alcuni media, non risulta ancora chiuso. E' "bastata" la presenza del ragazzo a Castel Volturno per far sbilanciare quanti, presi dalle voci trascritte in Brasile ore addietro, hanno cominciato a far di conto. Dimenticando, purtroppo, che quando la situazione non è chiara dal punto di vista burocratico, e ancor più se si tratta di un club scrupoloso come il Napoli, prima di fare il passo più lungo della gamba va soppesata ogni mossa. Agli osservatori attenti non poteva passare inosservato più di un aspetto: in primis, dietro a Leandrinho si agita una marea di figure che reclamano voce in capitolo, e che di fatto (almeno in parte) ce l'hanno. In secundis, che questi individui spingono affinchè l'accordo venga definito, consapevoli che la concorrenza millantata non è poi così tanta. In "in tertiis", De Laurentiis, per quanto tentato dallo pseudo-colpo prospettico a prezzo di saldo, non ha nessuna intenzione di correre rischi di "incidenti" internazionali con la FIFA, e quindi, prima di "fidarsi" appieno della controparte brasiliana e di un entourage già in passato poco affidabile con altri club europei (con cui Aurelio ha rapporti e che difficilmente gli consiglierebbero di andare oltre), vuole che la Ponte Preta metta nero su bianco il proprio impegno. Quanto alle persone coinvolte, dicevamo, alle spalle di Leandrinho ci sono lo zio (Carlos Pinheiro) ed il padre, che ne hanno la procura, oltre ad un agente che dividerà con loro la commissione riconosciuta dopo la firma. Non è un caso, poi, che un collaboratore di Mino Raiola, Gabriele Tubaldo, fosse a Castel Volturno. Raiola, infatti, è legato a Pinheiro da diversi anni. Leandrinho gli fu segnalato dal suo osservatore brasiliano, ex scout di un club italiano molto attivo in Sudamerica poi passato al soldo del manager di Ibra per ragioni meramente economiche. In Brasile si vocifera che ci fosse Raiola già dietro il mancato trasferimento di Leandrinho all'Udinese (che lo avrebbe poi smistato al Granada, allora società satellite dei Pozzo): col sostegno di due avvocati (uno brasiliano ed uno spagnolo), la famiglia fece invalidare il precontratto firmato da Leandrinho con i bianconeri (giudicato nullo perchè sottoscritto all'età di 16 anni) dinanzi alla prospettiva di un passaggio a squadre più blasonate. Una decisione che ha incrinato ulteriormente i rapporti con la Ponte Preta, che lo ha lanciato ma con la quale non ha mai sottoscritto un contratto da professionista. Fermo da novembre scorso (l'ultima gara risale al 1/11/15 contro la Nigeria U17, ndr), il ragazzo è stato prima segnalato al PSG, dove Raiola sperava di ripetere l'affare Gustavo Hebling (centrocampista cresciuto nel Sao Paulo, preso gratuitamente e girato in prestito biennale al PEC Zwolle); poi, dopo il mancato rispetto dell'accordo coi francesi, si è iniziato a proporlo in giro in Europa. Real Madrid compreso. I più pensavano che i rapporti tra Raiola e la famiglia fossero ultimati, ma la presenza di Tubaldo a Napoli indica il contrario. Ad ogni modo, non è finita qui: all'altro empresario vicino a zio e padre di cui sopra, bisogna aggiungere che Joao Santos e Sandro Stemperini (collaboratore anche nell'affare Jorginho, nonostante le smentite) stanno curando l'intermediazione tra Napoli e Ponte Preta, al fine di evitare "sorprese". In Brasile, intanto, definiscono Leandrinho un "giocatore bruciato". L'uomo di riferimento di Giuntoli in Sudamerica ha inizialmente dato il suo "ok" sul piano tecnico, ma la situazione, da allora, non si è mai limata del tutto ed appare ancora intricata su quello burocratico. Una storia che va avanti dall'estate e che non è detto che si concluda subito e positivamente. Sebbene il ragazzo sia ancora a Napoli col padre ed il Napoli sia fiducioso. Pronto un contratto di 5 anni, i documenti ora sono al vaglio della Ponte Preta, chiamata a pronunciarsi sull'indennizzo che le spetterebbe e proposto dal Napoli per "conciliare" (quasi 600 mila euro). Sperando che non si tratti di un altro "caso" Lucas Roggia, la meteora sponsorizzata anni fa da Raiola al Milan e di cui si sono perse le tracce. Sino a finire svincolato...
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