Le ultime parole famose di De Laurentiis, i tifosi del Napoli ci sperano. Solo lui può...
Le ricordate? Sono le ultime parole famose di De Laurentiis datate 19 luglio. E in effetti il presidente ha mantenuto la parola: il centrocampo, pian piano, è stato completato

«Le partite estive contano come il due di briscola, dopo il 21 agosto – prima di campionato – vedremo dove intervenire. Stiamo sempre sondando ipotesi a centrocampo». Le ricordate? Sono le ultime parole famose di De Laurentiis datate 19 luglio. E in effetti il presidente ha mantenuto la parola: il centrocampo, pian piano, è stato completato. Via Lopez (al Betis Siviglia), dentro Zielinski e Diawara, ma non solo, è in arrivo anche Rog. Insomma, quella del Napoli sarà un’ottima mediana anche se va chiarita la posizione di Valdifiori che, dopo la prestazione opaca offerta a Pescara, è più ValdiFuori che ValdiDentro. Ci scuserà il simpatico Mirko, giocatore molto tecnico e di qualità umane e professionali eccellenti, ma evidentemente il gioco studiato da Sarri per questo Napoli poco si addice alle sue caratteristiche. Da valutare l’interesse concreto di Udinese e Palermo oltre ad una possibile riapertura del discorso con il Torino nell’ambito dell’affare Maksimovic.
Ma i problemi venuti fuori come un Delfino dall’acqua dell’Adriatico, riguardano paradossalmente gli altri reparti: difesa, qualcosina tra i pali, e soprattutto l’attacco. Forzando un po' la mano, forse è stato un “bene” non vincere: una vittoria avrebbe dato sensazioni errate sulla bontà complessiva della rosa. E invece, alle spalle di Reina non si è ancora capito chi è il vice: Sepe? Rafael? Giuntoli ha a lungo seguito Sportiello, evidentemente le incertezze non mancano dietro la montagna spagnola che deve ritrovare piglio e vena da leader naturale. Al centro della difesa, invece, Albiol e Koulibaly, due che hanno chiaramente fatto capire che per loro sarebbe stato meglio dire addio: il primo voleva (forse vuole) tornare a Valencia, il secondo sognava l’approdo milionario in Premier tra Everton e Chelsea. E i risultati ieri si sono visti: lenti, distratti, poco reattivi, spigolosi. Così non va, bisogna rispettare i tifosi l’allenatore, onorare il contratto. E non è un bel segnale perché dietro di loro c’è il solo Chiriches: Tonelli è infortunato e Luperto è troppo giovane per essere considerato affidabile. Sugli esterni Ghoulam è stato il peggiore in campo: appannato, zuppo di sudore, vista offuscata sui fuorigioco, pressing ridotto al minimo. E poi c’è Hysaj che spinge anche lui per il rinnovo. Strinic? Ormai un mistero, non gioca nemmeno quando Faouzi è sfiancato. Maggio? Dato sempre per partente, dovrebbe iniziare ancora una volta in panchina. Giocherà qualche volta? Ah, saperlo…
Infine l’attacco. “Voglia di segnare saltami addosso”, Insigne e Gabbiadini l’avranno pensato ma alla fine vanno registrati solo i musi lunghi tra contratti da rinnovare a cifre gradite per il napoletano e, forse, intenzioni di andare via per trovare un progetto tattico consono alle proprie caratteristiche. Mertens e Milik hanno mostrato di avere, al momento, una marcia in più. E dunque? Dunque tocca a De Laurentiis, come al solito. La squadra potenzialmente è molto forte e competitiva, sarà sufficiente eliminare inutili zavorre di responsabilità su sogni irraggiungibili e così, vedrete, inizierà a volare già così com’è. Se poi il patron, il presidente, l’imprenditore, il produttore, insomma chiamatelo come volete, deciderà di osare per fare gli ultimi sforzi (leggete Tevez, Cavani... lo sappiamo, sono solo illusioni) allora l’entusiasmo inizierà a generare energia che spingerà gli azzurri ripartendo da dove la stagione era finita e con la possibilità di togliersi più di qualche sfizio. Solo Don Aurelio, se vuole, può...
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