La ricerca di bandiere da "agitare" in un vento che non esiste più. "Insigne come Totti" è solo fantasia

E' questo il problema principale di Napoli e dei napoletani: maltrattare i propri conterranei, soprattutto quelli meritevoli e fortunati.
"Insigne come Totti". Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole? Lo stesso De Laurentiis, nello "show" del rinnovo milionario di Lorenzo si espresse più o meno così. Poi il tempo passa, le cose cambiano e il vento porta via sogni e speranze. Il vento dei romantici, tra l'altro, non esiste più. Lo stesso Hamsik, slovacco-partenopeo, ha deciso di lasciare la squadra di cui oggi è, per meriti, una leggenda. Totti è stato sin da subito lo specchio della Roma popolare, la sensazione di avere in casa un campione era netta dai primi calci. Per Lorenzo, invece, non è stato così: ha avuto bisogno di andare in giro a farsi le ossa, in particolare due volte con Zeman tra Foggia e Pescara. E poi, cosa gravissima, per alcuni pseudo napoletani, Insigne è partenopeo solo quando fa comodo, mentre diventa "cafone" di Frattamaggiore quando delude. Il Pupone, invece, anche oggi che ha smesso di incantare, è icona intoccabile qualunque cosa faccia. Ed è inutile scomodare Raffaele Viviani e la poesia "Campanilismo". E' questo il problema principale di Napoli e dei napoletani: maltrattare i propri conterranei, soprattutto quelli meritevoli, fortunati ecc. ecc. Anche l'invidia è una brutta bestia con cui fare i conti. Ecco perchè Mertens si perdona, ecco perchè Allan si bacchetta giusto il tempo che porta all'oblio.
Le parole di Insigne che apre alla cessione in presenza di una offerta irrinunciabile ("io vorrei restare a lungo", l'intenzione viene cancellata dopo la virgola, "ma se arriva..."), confermano che non è più l'epoca dei sentimenti. Ma poi quali? I tifosi del Napoli vogliono solo vincere e per loro conta la maglia, non gli interpreti. Poi ci sono i personaggi simpatici come Lavezzi, come lo stesso "Ciro", che fanno "fessi e contenti", magari anche con merito nel caso di Mertens che è un gioiello di ragazzo anche fuori dal campo. E c'è Insigne, che ha il limite del non essere un fenomeno nè in campo nè fuori, secondo alcuni. Ma non è così. Lorenzo è tecnicamente il calciatore più forte del Napoli, ma quel peso di dover dimostrare a tutti i costi di essere l'eroe risolutore, lo carica di macigni psicologici che ne limitano l'espressione. Forse è il caso di salutare per il reciproco bene perchè pensare che "Napoli possa cambiare" è da film. Quale? "No grazie, il caffè mi rende nervoso". Cagnate Mantova e Rovigo, ma Napule no!








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