La mossa di ADL per evitare il "fuggi-fuggi". Un solo sacrificio, poi Ancelotti chiederà garanzie

Il Napoli lavora alla prossima stagione, De Laurentiis ed Ancelotti non vogliono smantellare la squadra di Sarri.
Un’impresa difficile, difficilissima quella che attende Carlo Ancelotti. Ma se fosse stata facile, probabilmente non sarebbe stata adatta a lui che nella sua carriera da giocatore e allenatore ha vinto praticamente tutto e oltre. Sostituendo Sarri, Carletto (così lo chiamano gli amici) è consapevole che non ci saranno vie di mezzo: i napoletani ora sognano lo scudetto più che mai. E anche in Champions ci si aspetta un Napoli coriaceo e voglioso di fare molta strada.
Mancherà Jorginho, che a breve si trasferirà al City, ma le alternative non mancano sul mercato. Ancelotti, a prescindere, è troppo intelligente e sicuramente non smantellerà le convinzioni di una squadra rodata a cui servirà aggiungere solo un pizzico di esperienza e qualche uomo chiave in più in mezzo al campo.
De Laurentiis lo sa, lo ha capito bene: con l’addio di Sarri si rischiava la fuga di tutti i migliori. E invece ha rilanciato da “marpione”: che fascino essere allenati dal tecnico più vincente in circolazione. E così prima Mertens, poi Hamsik hanno fatto quasi dietrofront allontanando l’addio che sembrava scontato. Ancelotti ha avuto un maestro come Nils Liedholm, ha lavorato a braccetto con Arrigo Sacchi. Lo amano tutti, Cristiano Ronaldo lo reputa un padre, giusto per dirne una. E lo stesso Lavezzi lo ammira (“ho provato a litigare anche con lui, in tutti i modi, ma non ci sono riuscito”).
Ancelotti, proprio per questo, i campioni li attira come fosse calamita. De Laurentiis sa che conservare intatta questa rosa è uno degli obiettivi e se avesse preso, con tutto il rispetto, un tecnico come Inzaghi o Semplici, Gasperini o Giampaolo, l’impresa di attirare e conservare sarebbe stata ardua, per non dire proibitiva.
Se Allegri si è affrettato a salutare Ancelotti su twitter evitando di fare un in bocca al lupo a Sarri, un motivo c’è. Carletto è rispettato da tutti, ma il presidente questa volta sa che con lui, proprio perché non è Sarri, non si può puntare solo su calciatori da valorizzare. Servono maggiori certezze. Il Napoli ha bisogno di diventare grandissimo. Perché con Sarri, checchè ne dicano gli isterici, il Napoli grande lo è già diventato.
LuCir







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