Kvaratskhelia-Napoli, due detti antichi descrivono al meglio il finale

Il georgiano avrebbe potuto rinnovare, come gli aveva consigliato Conte, ma ha preso un'altra decisione.
Khvicha Kvaratskhelia è ormai un ex calciatore del Napoli: si attende solo l'ufficialità del passaggio al PSG che dovrebbe versare nelle casse del club partenopeo una cifra superiore ai 70 milioni di euro. Soldi che consentiranno poi ai partenopei di rinforzare la rosa.
La storia tra il georgiano e la maglia azzurra è finita come peggio non poteva, ovvero nel bel mezzo di un campionato che vede la squadra di Antonio Conte prima in classifica con un interessante margine sulle inseguitrici (anche se l'Inter deve recuperare due partite e potrebbe addirittura scavalcare gli azzurri: vanno comunque giocate!). Kvara avrebbe potuto rinnovare, come gli aveva consigliato Conte, giocarsi un'altra stagione storica con i compagni, e poi andare via.
E invece ha deciso di tuffarsi immediatamente in una nuova avventura anche come "sgarbo" in risposta al peccato originale di De Laurentiis che gestì male il suo rinnovo dopo lo scudetto. Ci sono due detti antichi che fotografano al meglio la fine di questa storia: il primo è "Storta va, deritta vene", ovvero, seppur pesante l'addio del georgiano, potrebbe rappresentare un momento di grande coesione tra chi resta e l'occasione di migliorare ancora; il secondo è "Chella cammisa che nun vò sta cu' tè, pigliala e stracciala", ovvero è inutile continuare a rattoppare una camicia che ormai non scenderà mai più bene sul corpo.








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