"Io non mi dimetto". Da Gattuso a Spalletti, a Napoli torna il già visto

Prima Ancelotti, poi Gattuso, dunque Spalletti: negli ultimi anni a Napoli gli scenari sono quasi sempre gli stessi. I tifosi auspicano un cambio di rotta.
Verso la fine di gennaio dello scorso anno, Gennaro Gattuso iniziò a non sentire più il terreno sotto i piedi con le voci di sondaggi di De Laurentiis con altri allenatori che si rincorrevano. E non mancò chi, tra i giornalisti, chiese a Ringhio di dimettersi. E in relazione a tali "inviti", il mister calabrese rispose: "Sono un professionista, non mi devono dare fiducia. Mi dà fastidio che altri vostri colleghi mi chiedano sistematicamente se io stia per dare le dimissioni, non capisco perché lo facciano solo con me. Non mi dimetto, l'ho fatto al Milan perché penso di aver fatto quello che dovevo fare in quel momento. Sto buttando il sangue dalla mattina alla sera. Se poi non vado bene alla società, prenderanno delle decisioni. Ma non capisco perché sento parlare sempre di Gattuso. Di Padre Pio ce n'è uno. Mancherei di rispetto alla mia professionalità e a chi lavora con me. Sto qua, faccio il mio lavoro, penso di saperlo fare. Dopo toccherà a chi di dovere decidere cosa fare". Insomma, Gattuso fece capire che dal suo posto non aveva intenzione di muoversi e che se voleva il club aveva lo strumento dell'esonero.
A Napoli in queste ore sta tornando un film già visto: si ha la netta sensazione che Spalletti non goda totalmente della fiducia di De Laurentiis, che però, almeno stando alle parole del patron, intende continuare con il mister toscano. Il concetto è semplice: si va avanti insieme, se poi mister Luciano ha altre idee, non deve far altro che comunicarle alla società. E' evidente che il club non intende esonerare l'allenatore che ha portato la squadra in Champions League. Dunque, nessun problema, si rispettano i contratti e si inizia una nuova stagione. Poi, nel caso, si faranno valutazioni in corso d'opera in base ai risultati. Del resto, pagare due allenatori per una società che deve abbassare i costi, sarebbe deleterio. Uno scenario simile si verificò al termine del primo anno di Carlo Ancelotti. E sappiamo cosa accadde durante il secondo... Ovviamente si spera che vada diversamente.








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