Il Napoli e la MSM! Dalla cessione di Cavani a Pocognoli: retroscena e possibili sviluppi

Prendete un giocatore a caso tra quelli accostati al Napoli nelle ultime sessioni di mercato e vedrete che hanno tutti (o quasi) tre lettere in comune: MSM.
Prendete un giocatore a caso tra quelli accostati al Napoli nelle ultime sessioni di mercato e vedrete che hanno tutti (o quasi) tre lettere in comune: "MSM", vale a dire Mondial Sport Management. In ordine sparso: da Lucas Leiva (vecchio pallino di Benitez) a Guilavogui (valutato a luglio come possibile alternativa a Behrami), passando per Musacchio (corteggiato anche dal Tottenham), Varane (occasione ghiotta, prima del rinnovo col Real) e Lassana Diarra (mediano esperto ma dallo stipendio oneroso); il brasiliano Douglas Costa (seguito dal 2011 e oggi in "fuga" dallo Shakhtar per la guerra in Ucraina) o i più noti Pato, Ganso, Fernando, Fernandinho (quando era in scadenza) e Filipe Luis (poi finito nella scuderia Quilon); i belgi Witsel e Lukaku; i francesi Sissoko e Cabella (ora entrambi al Newcastle), Ruffier, Kondogbia (proposto prima della sua esplosione), Rabiot (sempre più in orbita Roma), il gioiello del Marsiglia Thauvin o, ancora, Capoue (consigliato già ai tempi del Tolosa); gli africani Belhanda, Lacina Traorè (il Napoli fu tra i primi ad adocchiarlo) e Aboubakar; gli argentini Eduardo Salvio ("Sogno la maglia azzurra, mi hanno cercato", disse prima di sbarcare in Europa), Lisandro Lopez e Ocampos (possibile erede di Lavezzi, ma si trasferì al Monaco per 13 milioni). Senza dimenticare allenatori come Di Matteo (rappresentato in Italia da Federico Pastorello, molto amico di Bigon) o il neo C.T. del Brasile, Carlos Dunga. Insomma, chi più ne ha più ne metta: tutti i nomi circolati negli ultimi anni e legati, direttamente o indirettamente (attraverso procure, mandati, intermediazioni, deleghe e assistenze di svariato genere), alla società gestita da Constantin Dumitrascu, agente FIFA rumeno che nelle classifiche globali contende il primato a Jorge Mendes, manager di super star come Cristiano Ronaldo e Mourinho, per intenderci. Per farla breve, non uno qualsiasi. E il Napoli lo conosce bene: è a lui, infatti, che nel 2013 fu affidato il compito di tastare le offerte estere per Cavani, con particolare attenzione all'Inghilterra (Chelsea, Manchester City e United), Spagna (Real Madrid) e Francia (Paris Saint-Germain), e quindi riferire il tutto all'entourage del Matador e a Bigon. In sostanza, un legame, quello tra Dumitrascu e il Napoli, non da sottovalutare.
Ma dove può portare tutto questo? Quelli fin qui indicati, sia chiaro, sono "nomi" (o presunti tali) del passato: non è assolutamente detto che continueranno ad interessare (anche perché in buona parte fuori budget o ormai "accasati"); servono solo per dare un'idea dei rapporti che intercorrono tra la dirigenza azzurra e certi uomini d'affari. Non ci sarà da meravigliarsi, quindi, se alcuni dei suddetti giocatori verranno nuovamente associati al Napoli. Qualcosa potrebbe muoversi a gennaio. Magari, perché no, per altri assistiti dello stesso Dumitrascu. Gli indizi (e la scarsa fantasia) d'altronde, fanno ben sperare: non resta che aspettare eventuali sviluppi.
POCOGNOLI - Di lui si è parlato nell'ultimo summit a Castel Volturno e non è un caso. Non c'è solo la MSM, infatti, tra le agenzie vicine o pronte ad avvicinarsi al Napoli. A breve, potrebbe essere il turno della SEM Worldwide, che tra i suoi calciatori vanta anche il terzino belga sondato dai partenopei per far fronte all'assenza di Ghoulam in Coppa d'Africa.
Un primo punto di contatto con il Napoli, invero, sembra già esserci stato: John Obi Mikel del Chelsea, uomo immagine della SEM e centrocampista gradito a Benitez, sarebbe stato cercato – secondo il Daily Star - la scorsa estate, sebbene sia difficile immaginarlo in azzurro a causa del suo lauto ingaggio (quasi 5 milioni di euro, ndr). Aggiungeteci, poi, che il presidente della società in questione è nientemeno che Jerome Anderson, e ben capirete perché Pocognoli assuma i contorni di una pista realmente praticabile. Ma chi è Anderson? Semplicemente uno dei più noti e potenti agenti inglesi, nonché vecchia conoscenza dello stesso Benitez a Liverpool. Per intenderci, è colui che ha portato in Premier Dirk Kuijt su indicazione del tecnico spagnolo; che ha gestito la cessione di Darren Potter dai Reds al Wolverhampton, di Sami Hyypia al Bayer Leverkusen e di Craig Bellamy al West Ham. Insomma, uno dei maggiori operatori di mercato, in contatto con il tecnico del Napoli sin dal tempo in cui faceva il manager a tutto tondo in Inghilterra: facile intuire perché sia uscito fuori il nome di un suo giocatore come possibile rinforzo. Peraltro, il terzino West Bromwich è un vecchio pallino di Bigon, sulle sue tracce già nel 2010, quando militava nelle fila dell'AZ, in Olanda. Ricapitolando: gli ingredienti per il cocktail giusto sembrano esserci tutti. Se non altro, perché Pocognoli è deluso e cerca una piazza in grado di fargli ritrovare una maglia da titolare col Belgio, il costo dell'operazione sarebbe contenuto (il suo riscatto è stato pagato meno di due milioni), il gradimento è reciproco e i rapporti tra le parti (compreso il connazionale Mertens) sono decisamente più che buoni.
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