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Il mercato dei poveri: meglio un fuoriclasse oggi o un club sano domani?

Interessante analisi di Marco Platania sul mercato calciatori: "I tifosi golosi di campioni sono ciechi di fronte alla lungimiranza".


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20/05/2012 19:35 - Calciomercato
Il mercato dei poveri: meglio un fuoriclasse oggi o un club sano domani?
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Il calcio italiano continua ad arrancare senza intravedere la luce in fondo al tunnel. Le big italiane ed europee sono costrette a fare i conti con i parametri imposti dal Fair Play Finanziario che l'Uefa ha introdotto per regolarizzare la posizione amministrativa dei club salvaguardandone i bilanci. Il patrimonio tecnico delle società viene così sacrificato a favore della trasparenza che consente nel lungo periodo di evitare emorragie finanziarie altrimenti impossibili da tamponare. I milioni degli sceicchi, come Mansour del Manchester City per citare l'esempio riportato dal presidente dell'Uefa, Michel Platini, sono infiniti solo fin quando il magnate di turno, assolutamente privo di legami affettivi verso il club-azienda che gestisce, decide di investire altrove le proprie risorse. Il calcio è un'industria che non conosce crisi o, quantomeno, riesce ad arginarla attingendo dal moto perpetuo che lo aziona: il calciomercato con tutte le sue sfaccettature (compravendita di giocatori, buste, prestiti semplici, onerosi e con diritto di riscatto ecc.), il merchandising, le pay tv e gli incassi da stadio rappresentano un caveau blindatissimo, cui nessun aspirante furfante può accedere. Il tesoro-calcio costituisce però una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere prima che Platini, che per l'occorrenza ha indossato le vesti militari, la faccia brillare.

PLATINI "SCUDO" DEL CALCIO EUROPEO

I club europei potrebbero "derogare" per usare il termine pronunciato dal presidente del club, Massimo Moratti, e rinviare alla prossima stagione l'ottemperanza alle prescrizioni stabilite da Platini. Attuare subito il piano del Fair Play Finanziario, significherebbe mettere a repentaglio la vita sportiva di decine e decine di club europei. In Italia alle maggiori società, (superfluo stilare il solito elenco già arci-conosciuto), potrebbe non bastare lo stand-by in sede di calciomercato per scongiurare l'inosservanza dei provvedimenti adottati da Platini. Eppure proprio il calciomercato, antico spasso estivo per i calciofili incalliti, è finito per degradarsi in "mercato dei poveri", con giornali pieni zeppi di notizie e notiziuole che riempiono pagine altrimenti tristemente bianche. Per esorcizzare la povertà, almeno sul foglio di carta, redattori e giornalisti arricchiscono i quotidiani sportivi di parole, trattative, operazioni possibili e futuribili. In realtà lo scaffale dei campioni è ricco solo di tanta, sana, immaginazione. Gli anni novanta, con spese folli e vere e proprie voragini pronte a risucchiare anche i conti di club apparentemente più solidi, sono ormai un lontano ricordo. Se la Lazio di Sergio Cragnotti e il Parma di Calisto Tanzi vincevano sguazzando nel torbido, ricordiamo con rinnovato stupore i 105 miliardi spesi dalla Juve per ingaggiare Buffon o i 47 investiti dall'Inter per strappare Ronaldo al Barca. La stagione di vacche grasse del calcio italiano che, pericolosamente, affascinava i tifosi con potenti fuochi d'artificio oggi si è completamente estinta. Secondo Platini il calciomercato "selvaggio" ha più l'aspetto di un ordigno bellico pronto ad esplodere se non si interviene disciplinando l'eccessiva generosità dei suoi amministratori. Altro che innocui fuochi d'artificio! Eppure l'esiguità delle operazioni di mercato portate a termine dai club italiani intristisce nell'immediato i tifosi golosi di campioni che, assolutamente ciechi di fronte alla lungimiranza, preferiscono un fuoriclasse oggi che un club sano domani. L'intervento di Platini smorzerà l'entusiasmo estivo che aleggia attorno al calciomercato, unica decente proiezione dello sport più amato del mondo sotto il solleone, ma, per stessa ammissione di "Le Roi", servirà a proteggere le società. Da chi? E' chiaro, da se stesse.

Fonte: Marco Platania per itasportpress.it


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