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Iavarone: "Ha la M e ama Napoli: perchè non lui?"


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Iavarone: Ha la M e ama Napoli: perchè non lui?
Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo puramente illustrativo

Il nome del prossimo allenatore del Napoli sta diventando un simpatico ancorchè avvincente intrigo.


Il nome del prossimo allenatore del Napoli sta diventando un simpatico ancorchè avvincente intrigo. E siccome il calcio è anche e soprattutto un sorriso, proviamo a lasciarci coinvolgere dalla semina di briciole che, come Pollicino, De Laurentiis – uno che usa dissacrare il mondo del pallone e non solo - sta spargendo sul percorso che potrebbe portare al successore di Mazzarri. Allora, il primo indizio è una consonante. Così parlò Aurelio: "Il suo identificativo è una M". Vediamo: scartati tutti coloro che non hanno un'iniziale del genere, restano in pista Montella, Martinez, Maran, Benitez (il cui secondo cognome è Maudes) e un altro, del quale sveleremo in seguito il perchè e i per come. Abbiamo ovviamente scartato Mourinho e Maradona per ovvi motivi: il primo perchè si sa dove va e Diego perchè non rientra nei piani del Napoli. Secondo indizio: "Il nuovo tecnico ama la napoletanità". Ed eccoci a Montella: sarebbe bello riaverlo nella sua Napoli, tuttavia lo scarterei dalla lista dei papabili per almeno due buoni motivi. E' stato blindato dalla Fiorentina e l'anno scorso disse no a De Laurentiis perchè aspettava di essere contattato dalla Roma. Poi c'è Martinez: giovane tecnico del Wigan, nonostante la retrocessione della sua squadra, è riuscito a vincere la FA Cup compiendo un vero miracolo contro il Manchester City. Bel risultato ma non basta. Il suo nome non dice ben poco ai più e possiede poche di quelle caratteristiche che il presidente annuncia da giorni. Dopo Martinez, tocca a Maran: ha appena concluso uno splendido campionato con il Catania e cerca il salto di qualità, difficile che De Laurentiis punti su di lui, è ancora acerbo e non è un poliglotta. Di Rafa Benitez si sa ormai tutto e tutti sanno che la trattativa c'è. Infine eccoci all'ultimo ma più che possibile indiziato: Roberto Mancini. Il suo nomignolo "Mancio" racchiude l'iniziale del cognome e del soprannome, insomma la sua è una M stragarantita. Tuttavia se la prima traccia porta a lui, c'è ne è una più convincente: la napoletanità. Ama tanto la città – al di là della moglie e dell'amico sarto, Gianni Marigliano, entrambi partenopei – che appena può fa un salto da queste parti. Chi lo conosce sa pure che a Mancini il Napoli, questo Napoli, lo affascina. Stravede per Cavani, stima Hamsik e sa quanto vale l'organico azzurro. Già, direte voi, ma se Il Matador dovesse andar via? Il punto è proprio questo, se il bomber saluta e se ne va l'affare si complica. Non perchè Cavani sia insostituibile, ma perchè Mancio potrebbe ritrovarsi dinanzi Dzeko, lo ha avuto nel City e non ne ha apprezzato qualità e carattere. Ci sono però altre prove che portano all'ingaggio perfetto. Mancini i giovani li lancia, eccome (vedi Balotelli) e possiede una dote di non poco conto: riesce in tempi rapidi (Inter e City) a salire più in alto possibile, sino al primo posto. Ultimo tassello del mosaico è la difesa a tre. Mancini l'ha praticata senza essere un "integralista" del modulo, tant'è che a Manchester ha subito schierato la retroguardia a quattro. Gli sono bastate due partite e mezza per mutare l'indirizzo tattico. Allora, eccoci, alla domande delle mille pistole: è Mancini il nuovo allenatore? Certo, certissimo, anzi... probabile.

Fonte: toniiavarone.it


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