I calciatori contro la Fifa: cambiano le regole del calciomercato? Tutti gli scenari

Probabilmente non sarà una nuova Bosman, ma rischia lo stesso di mandare per aria il pallone. Con effetti ancora non prevedibili, ma distruttivi soprattutto per i club.
Probabilmente non sarà una nuova Bosman, ma rischia lo stesso di mandare per aria il pallone. Con effetti ancora non prevedibili, ma distruttivi soprattutto per i club. Si tratta - come riporta La Gazzetta dello Sport - del ricorso della Fifpro (sindacato calciatori) alla Commissione Ue contro il sistema di trasferimenti Fifa. Nato nel 2001, e approvato dalla stessa Commissione, questo sistema comincia a essere messo in dubbio a Bruxelles.
PROBLEMA 1: RISORSE - Secondo la Fifpro, il problema è quello della distribuzione della risorse. Nel 2015 ci sono stati trasferimenti per la cifra record di 3,8 miliardi di euro. Di questi, 238 milioni sono andati come percentuale agli agenti, mentre ai club soltanto 20,7 milioni come compenso per aver allenato i giocatori fino a 21 anni. Di fatto, la sentenza Bosman, liberalizzando il mercato, ha creato un gruppo di superstar sempre più ricche e, dall'altra parte, una massa di salariati a basso prezzo. Lo stipendio medio nell'Europa occidentale è 65mila euro all'anno: ma la media, appunto, va fatta con i 10 milioni e passa di Messi, CR7 eccetera. Quindi...
RICORSO UE - A settembre la Fifpro ha depositato il ricorso alla Commissione Ue. Una decisione è attesa per la seconda metà del 2016. Oltretutto la direzione generale per la concorrenza, unica nel suo genere, ha il potere di decidere, e non solo di suggerire, se pensa ci siano gli estremi di un abuso di posizione dominante. E può imporre nuove regole oppure invitare le parti sociali a un negoziato che porti a un nuovo accordo entro sei mesi. Un accordo che rispetti i Trattati e le leggi sul lavoro.
E ORA CHE SUCCEDE? - Lo scenario più soft prevede un accordo tra i calciatori e la Fifa (presumibilmente pressata dai club che, altrimenti, si vedrebbero privati della voce più importante del loro asset e varrebbero all'improvviso ben poco). L'obiettivo del sindacato è il riconoscimento di un contratto collettivo che garantisca condizioni minime e il diritto di liberarsi se lo stipendio non è pagato. Quello più pericoloso è che l'accordo non sia raggiunto. La Commissione, che cerca sempre di evitare un vuoto regolamentare, potrebbe decidere lei le regole, fissando i principi del nuovo sistema trasferimenti. Chissà quali.
CONSEGUENZE - Un accordo potrebbe essere utile per tutti, ma le condizioni non sono delle migliori, cominciando dal caos in cui si trova la Fifa. E inoltre la battaglia della Fifpro, sacrosanta, sembra non toccare i diritti assoluti delle star (e dei loro agenti), i cui stipendi e commissioni di sicuro non si ridurranno. Magari anche una "Tobin tax" su queste voci darebbe una mano ai veri operai del pallone.







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