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Giuntoli non è infallibile: tutti i colpi per il Napoli tra campioni, fenomeni e flop


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Giuntoli non è infallibile: tutti i colpi per il Napoli tra campioni, fenomeni e flop

Abbiamo provato a riassumere l'avventura di Giuntoli in riva al Golfo ricordando le principali operazioni della sua gestione.


Nel calcio, così come in tutti gli ambienti di lavoro e non solo, non ci sono santoni infallibili. Si vince, si perde, si indovinano colpi, si prendono cantonate incredibili. E' la vita che riserva sorprese. L'obiettivo dei super professionisti è aggiornarsi e lavorare duramente per sbagliare meno possibile, ma non sempre è facile riuscirci, i fattori che condizionano i risultati possono essere davvero tanti. Con l'addio di Cristiano Giuntoli al Napoli c'è chi parla di grave perdita per il club di De Laurentiis e chi invece, non senza veleno, ricorda qualche "pacco" di troppo arrivato in maglia azzurra durante i suoi otto anni di mandato. Ma proviamo a riassumere tutti i colpi della sua gestione.

Giuntoli, dopo una entusiasmante esperienza al Carpi, è approdato a Napoli, non senza scetticismo, nel 2015. Uno dei primi acquisti è stato Allan dall'Udinese: acquistato per 11,5 milioni di euro, è stato poi venduto per 25 milioni più 3 di bonus all'Everton. Sicuramente una bella intuizione visto il rendimento del brasiliano.

Meno brillante, invece, l'acquisto di Alberto Grassi, acquistato per 8,5 milioni, così come quello di Vasco Regini, preso in prestito per 1,5 milioni e tornato alla Sampdoria come una meteora qualsiasi. Buono, poi, l'acquistato di Vlad Chiriches per 7 milioni, ceduto successivamente per 9 milioni.

In una categoria a parte, ovvero quella denominata "acquisti incomprensibili" o "scommesse perse", le operazioni Gabriel (portiere del Milan), Valdifiori (arrivato per 5,5 milioni dall’Empoli e ceduto per 4 milioni al Torino), Chalobah (prestito oneroso per 250mila euro dal Chelsea), Gnahore (arrivato per 150mila euro e ceduto per 1,5 milioni al Palermo), Pavoletti (18 milioni al Genoa, mai entrato nelle turnazioni di Sarri, poi venduto al Cagliari per 10 milioni più 2 di bonus), Tonelli (versati 10 milioni all'Empoli, ma la sua carriera non è mai decollata), Leandrinho (600 mila euro, si disse che aveva anticipato City e Real Madrid).

Promesse non mantenute, invece, i vari Rog (15 milioni nelle casse della Dinamo Zagabria, 15,5 milioni incassati dopo i prestiti al Siviglia e la cessione al Cagliari), Diawara (acquistato per 14,5 milioni dal Bologna e inserito nell'acquisto di Manolas dalla Roma per un valore di 21 milioni dalla Roma) e Inglese (arrivato per 12 milioni dal Chievo Verona, che sono diventati circa 20 grazie alla cessione).

Tra i super colpi vanno sicuramente inseriti i seguenti calciatori: Zielinski (16 milioni dall’Udinese), Osimhen (acquisato per 70 milioni più 10 di bonus inserendo Karnezis e tre calciatori della Primavera), Mario Rui (acquistato per 9,5 milioni dalla Roma), Meret (26 milioni dall’Udinese), Lobotka (21 milioni dal Celta Vigo), Kvaratskhelia, vero gioiello del suo mandato, Giovanni Simeone, Raspadori, Anguissa e il capitano Di Lorenzo (8 milioni dall’Empoli). E senza dimenticare Juan Jesus, Ostigard e Kim Min-Jae.

Non vanno dimenticati i vari Ospina, Reina, Hysaj, Milik (32 milioni all'Ajax, non è mai esploso del tutto), Maksimovic, Giaccherini, Ounas (12 milioni dal Bordeaux), Younes, Fabian Ruiz (30 milioni al Betis), Lozano (36 milioni al PSV), gli ottimi Elmas (16,1 milioni al Fenerbahce), Demme (12 milioni al Lipsia), Politano (23,5 milioni all’Inter) e Rrahmani (14,2 milioni all’Hellas Verona).

In mezzo tanti affari "incomprensibili" come Milic, Machach, Ciciretti, Malcuit, Vinicius Morais e Bakayoko. Ndombele è operazione a parte, ma il suo contributo allo scudetto lo ha dato. Meno il polacco Bereszynski.

Non va dimenticato, però, chi è arrivato con aspettative e non ha reso, come Simone Verdi e Andrea Petagna. Nel limbo, infine, Manolas e Llorente. Sicuramente abbiamo dimenticato qualcuno, ma nel complesso questa analisi evidenzia i colpi da 90 che resteranno nella storia del Napoli, e anche i "flop" che verranno ricordati con simpatia. Giuntoli lascia dopo aver vinto Coppa Italia e Scudetto, tutto sommato non è pochissimo. E le cose da dire sarebbero tantissime visto che nel calcio i solisti non esistono. E lo stesso Giuntoli ha lavorato in team.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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