GAZZETTA - I flop del mercato di gennaio, due sono del Napoli

Il mercato di gennaio è pieno di speranze, tutti i club e i tifosi pensano a come rinforzarsi e a migliorare la squadra. Ma non sempre i giocatori acquistati mantengono le aspettative e tante sono sono le delusioni raccolte in questi anni.
Il mercato di gennaio è pieno di speranze, tutti i club e i tifosi pensano a come rinforzarsi e a migliorare la squadra. Ma non sempre i giocatori acquistati mantengono le aspettative e tante sono sono le delusioni raccolte in questi anni. Gazzetta.it ha fatto una lista di nomi in cui trovano spazio Shaqiri preso e ceduto in sei mesi dall'Inter, a Essien, Amantino Mancini e Amoroso presi dal Milan o Anelka dalla Juve per tornare all'Inter con Maniche e Coco. Due i giocatori del Napoli presenti in questa elenco poco onorevole:
EDU VARGAS (2012) - Uno dei talenti più pregiati del calcio sudamericano. Questa l'etichetta pesante che Edu Vargas si porta dietro al Napoli, quando arriva nel gennaio del 2012, alla modica cifra di 15 milioni. Un bagaglio in mano ricco di speranze, che però restano riposte nel cassetto, perchè l'attaccante cileno in Italia è l'ombra del giocatore ammirato altrove. Mazzarri non lo vede e fino al termine dell'anno colleziona soltanto 152 minuti in serie A, senza realizzare nemmeno un gol e partendo sempre dalla panchina. L'anno successivo rimane e si prende la maglia numero 9. I presupposti sono ottimi; assist a Cavani alla prima di campionato, tripletta in Europa League all'AIK Solna. Poi di nuovo l'oblio. A gennaio 2014 fa le valigie. Inizia la girandola di prestiti tra Gremio, Valencia e Qpr. In estate la vittoria della Copa Amèrica e il titolo di capocannoniere. Ma l'Italia è ormai un ricordo lontano: Vargas va in Germania all'Hoffenheim. Il potenziale c'era; ma il campo ha espresso il suo verdetto.
JESUS DATOLO (2009) - È entrato nella storia del Napoli con un gol alla Juve in un 3-2 a Torino diventato epico per gli azzurri. Ma arrivò qualche mese prima per 6 milioni dal Boca Juniors, teoricamente per rinforzare una squadra che aveva appena cominciato una spaventosa caduta libera dopo un grande girone d'andata e lui affondò con tutti gli altri, in verità giocando poco o nulla, sia con Reja che con Donadoni. Ceduto definitivamente all'Espanyol nel 2011, in bilancio si è rivelato comunque una minusvalenza. Nessuno, al San Paolo, lo rimpiange.







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