"Garcia sa di una cessione, promessa di De Laurentiis su Osimhen", i retroscena del Roma

Non è stato difficile per De Laurentiis convincere Garcia, il presidente ha garantito parlando di 10 giorni di "frequentazione" col nuovo allenatore.
Sarà Aurelio De Laurentiis a raccontare la trattativa con Rudi Garcia. Il francese non era il preferito dei tifosi, e probabilmente neanche del presidente azzurro, che ha provato prima con altri nomi. Niente di strano, perché all’epoca neanche Spalletti e Sarri furono prime scelte, ma poi hanno ottenuto i risultati migliori. Un nome di richiamo e sicuramente di primissima scelta, Carlo Ancelotti, invece bene non ha fatto, anche se non per colpa sua. De Laurentiis ha fatto i conti con il “no” di Luis Enrique (ammesso dallo stesso spagnolo) ma pure con quelli a sorpresa degli emergenti Vincenzo Italiano e Thiago Motta, così come dell’astro nascente Roberto De Zerbi. Altri emergenti di grande richiamo non c’erano, mentre i profili internazionali di spessore erano irraggiungibili, come Zidane o Klopp. O perché sotto contratto o perché con richieste economiche molto esose. Le stesse che aveva fatto Christoph Galtier, che rappresentava un po’ una via di mezzo. Profilo internazionale e di esperienza, anche se non certo una stella. Però 5 milioni l’anno di ingaggio erano troppi. Poi c’erano gli altri “sondaggi”, tutti naufragati perché si trattava di allenatori sotto contratto, come Conceicao o Sousa, e De Laurentiis non ha mai avuto voglia di pagare alcuna clausola rescissoria. Cose che aveva detto chiaramente in conferenza stampa.
Per forza di cose il radar si è spostato su allenatori liberi e senza eccessive pretese economiche. No al ritorno di Benitez, perfetto era Garcia perché rientrava in questi parametri, in più rappresentando un discreto profilo internazionale. Finale di Europa League, semifinali di Champions, un campionato in Francia e una coppa nazionale. E poi l’esperienza in Arabia. Ma soprattutto, l’ingrediente più importante era la “fame” e le motivazioni. Spalletti, non a caso, è andato via perché non le aveva più. E quindi bisognava partire da questo aspetto. Garcia in questo caso ha offerto le massime garanzie possibili. Voglia di rimettersi in gioco, lui che in Italia ha fatto bene (due secondi posti con la Roma, tra cui col secondo record degli ultimi 10 anni di 85 punti). Non è stato difficile per De Laurentiis convincerlo, anche se lo stesso presidente ha in qualche modo garantito, parlando di 10 giorni di “frequentazione” col nuovo allenatore. Chiaramente anche Garcia ha chiesto garanzie, e De Laurentiis ha dovuto darle. Tra queste quella che il francese allenerà una squadra forte. Messa in calendario la probabile partenza di Kim, il presidente ha promesso che farà di tutto per trattenere Osimhen. Ovviamente non si tratta di una certezza, ma del massimo impegno. Dimostrabile con la volontà di trovare un accordo per il rinnovo del giocatore.
Non a caso è previsto un incontro con gli agenti del nigeriano. Si parlerà del prezzo di vendita del giocatore, che comunque sta ricevendo offerte. Ma De Laurentiis ha già parlato chiaro e ha garantito Garcia anche su questo. Osimhen costa 150 milioni, e non si tratta di una cifra-bluff. Sarà informato anche l’entourage del giocatore. Solo chi toccherà o si avvicinerà a questa somma (nemmeno 100 milioni potrebbero bastare) sarà in grado di aprire una trattativa con il Napoli. E se ci saranno club disposti a spendere cifre così importanti è tutto da vedere. Osimhen è sicuramente nel giro degli attaccanti più forti sul mercato. Oltre la superstar Mbappé ci sono anche Kolo Muani, Harry Kane e Vlahovic. Ma nessuno di questi sembra valere una cifra così alta. Probabile che follie saranno fatto per l’asso francese, mentre per gli altri nomi potrebbero arrivare offerte considerevoli, ma non da record come vorrebbe De Laurentiis.






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