Ferlaino fece saltare un super acquisto per il Napoli e prese un ceffone. Ma non era colpa sua

Corrado Ferlaino aveva ormai concluso la trattativa, ma arrivò la telefonata di Achille Lauro e tutto sfumò.
Nell'inverno del 1970-71, l'allora presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, doveva dar conto anche al presidente onorario Achille Lauro, azionista della società. E dunque, quando si trovava nei corridoi dell’Hotel Gallia a Milano per gestire le trattative del mercato azzurro, doveva restare in contatto con lui.
Un aspetto che gli creava non poche difficoltà, tuttavia la sua disinvoltura nel portare avanti le trattative era più forte del dovere di mettere a conoscenza del "comandante" le sue idee. E così l'ingegnere provò a mettere sotto contratto il calciatore Clerici dal Verona, che era oramai ad un passo dal Napoli. Un super colpo a cui Ferlaino teneva tantissimo. Improvvisamente, non si sa perché, arrivò la telefonata proprio di Lauro.
"Senti Ferlaino - gli disse il "comandante" - ho saputo che vuoi acquistare Clerici. Sappi che se lo compri lo fai a titolo personale. Altrimenti è guerra!". A sentire le parole del presidente onorario bocciare l'affare, il presidente azzurro pensò fosse giusto rivedere i suoi pensieri. Raggiunse il patron del Verona, Geronzi, ed il procuratore di Clerici, Crociani, ai quali chiese di rivedere il contratto appena stipulato.
Geronzi mise mano alla propria borsa e allungò il documento all’ingegnere che tuonò: "Non se ne fa più niente, scusate e arrivederci". A quel punto Crociani, agente di Clerici, diede un ceffone a Ferlaino. Il blocco di Lauro era figlio di controlli di bilancio necessari per far quadrare i conti. Clerici poi arrivò, ma nel 1973.








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