ESCLUSIVA - Sarri, ultime sul rinnovo. Il sogno milionario, l'intermediario e il retroscena Inter

Le ultime in merito al futuro di Maurizio Sarri. Il presidente Aurelio De Laurentiis sta facendo di tutto per confermare il tecnico toscano.
Partiamo da un presupposto: il futuro di Maurizio Sarri può ancora essere a Napoli. Il presidente Aurelio De Laurentiis sta facendo di tutto per confermare il tecnico toscano, col quale è in programma un incontro da qui a qualche settimana. I discorsi tra le parti vanno avanti, facilitati dal lavoro di Cristiano Giuntoli, il tete-à-tete di Figline Valdarno e non solo. Sarri ha chiesto più tempo per riflettere, vorrebbe valutare anche altre offerte: c'è chi si adopera per portargli qualcosa di concreto oltre alle manifestazioni di interesse. In casa azzurra, comunque, resta l'ottimismo: il tiramolla sul rinnovo potrebbe culminare con l'agognata firma, a patto di attendere un mese e oltre per il nero su bianco. Guai a dire "gatto" finchè non ce l'hai nel sacco. Perchè operatori di mercato provano a tentare il mister e sono in contatto con chi lo circonda.
VALZER EUROPEO - Prima di dare una risposta definitiva, Maurizio Sarri vuole capire cosa succederà nelle grandi piazze europee. Pur sentendosi parte del progetto Napoli e ritenendosi ampiamente gratificato dalla collaborazione con Giuntoli e dall'affetto dei tifosi, l'aspirazione di un'esperienza all'estero non è mai scemata del tutto. L'entourage sa bene che, tra non molto, potrebbe partire un "giro di allenatori" che innescherebbe un effetto domino su larga scala. I cui incastri, tuttavia, potrebbero lasciar fuori dai giochi proprio il trainer azzurro. Antonio Conte e Zinedine Zidane sono più avanti per la panchina del PSG; Luis Enrique è il primo candidato per il Chelsea; Joachim Loew o Mauricio Pochettino per il Real Madrid; lo stesso argentino o Massimilano Allegri (monitorato dall'Arsenal) al Manchester United se saltasse Josè Mourinho, anch'egli vagliato dalla dirigenza di Parigi come lo juventino (sostituibile a Torino con Simone Inzaghi o Carlo Ancelotti). Se Luciano Spalletti non centrasse la Champions League, Suning ripenserebbe con forza a Conte.
"VOGLIO ARRICCHIRMI" - Col prossimo contratto, di fatto, Maurizio Sarri punta ad uno stipendio da top coach. Il sogno nel cassetto è uno stipendio da 6 milioni netti a stagione da parte di una società blasonata. Come al solito, però, si "spara alto" per incontrarsi a metà strada: Sarri si accontenterebbe anche di meno. Numeri alla mano, soltanto superpotenze del calibro del Paris Saint-Germain, se realmente convinte di prenderlo, potrebbero accollarsi un ingaggio simile più la clausola da 8 milioni (esercitabile fino a maggio) senza batter ciglio. I soldi non sono certo un problema per l'emiro, che nondimeno resta titubante. Intermediari ancora a lavoro, ma - come detto - altri profili sono in vantaggio: questione di curriculum e di chi consiglia il presidente, che avrebbe tanto voluto Pep Guardiola e difficilmente potrà averlo. Sullo sfondo, più defilati, l'Atletico Madrid (ammesso qualcuno paghi la clausola di Diego Simeone) ed il Tottenham, che un pensiero a Sarri pure continua a farlo, e la new entry Monaco, mentre non si hanno aggiornamenti sul Milan. Quanto ad Aurelio De Laurentiis, il patron è consapevole di tutto e pronto a correre ai ripari: aumentata la propria offerta, così da superare complessivamente i 3 milioni di salario, eliminare la clausola e garantire un lungo progetto ed ampi poteri decisionali sino al 2021-2022. Se Sarri dovesse rifiutare, partirebbe l'affondo su Marco Giampaolo. Occhio a Paulo Fonseca dello Shakhtar Donetsk (assistito da Jorge Mendes).
L'INTERMEDIARIO - Chiunque voglia mettere le mani sull'attuale allenatore del Napoli, od anche solo ipotizzare discorsi che riguardino il suo futuro, deve inevitabilmente passare per l'avvocato Alessandro Pellegrini, coadiuvato a sua volta da Fali Ramadani e dal relativo staff di collaboratori. Ramadani, infatti, cura le intermediazioni internazionali per conto di Pellegrini, che si vocifera gli abbia concesso, e non da adesso, un mandato per negoziare Sarri in sua rappresentanza. I due si conoscono da tempo: l'esperienza del manager - tra gli altri - di Marko Rog, Nikola Maksimovic e Hrvoje Milić è tenuta in grande considerazione da chi attornia l'ex Empoli. Va anche detto, però, che non tutti gli operatori di mercato sembrano fare i salti di gioia all'idea di doversi interfacciare con Ramadani, in quanto preferirebbero un contatto più diretto, senza filtri. Si attendono sviluppi: qualcosa potrebbe muoversi.
RETROSCENA INTER - Ramadani, dicevamo, fa parte dei procuratori più influenti del calcio moderno. I suoi rapporti sono radicati sia all'estero (sede di lavoro a Berlino, affari a Montecarlo, Lisbona, Londra, Belgrado e via discorrendo) sia in Italia (Napoli, Milano, Genova, etc.). Nel Chelsea, ad esempio, lui e Pini Zahavi sono giudicati un "potenza" (da qui l'accostamento di Sarri). Un po' come Giovanni Branchini (persona molto stimata da Giuntoli, col quale continua a parlare di Simone Verdi) lo è nel Bayern Monaco, nell'Atletico Madrid, nel Manchester City e nella Juventus (vedasi Massimiliano Allegri e Mattia De Sciglio o le mediazioni per Douglas Costa e Kingsley Coman). Nell'Inter, Ramadani è persona vicina al DS Piero Ausilio, col quale provò a concludere proprio l'operazione Sarri prima dell'estate scorsa e dell'ingresso di Walter Sabatini nella società di Suning. Da allora, l'agente di Samir Handanovic un po' di potere l'ha effettivamente perso. Se Ausilio è sinonimo di Ramadani e Giuseppe Riso, Sabatini lo è di Marcelo Simonian, Gabriele Giuffrida e Roberto Calenda. Sull'altra sponda del Naviglio, sono sempre più attivi Alessandro Moggi e soci (e.g. Mateo Musacchio e Pepe Reina) a cui Massimiliano Mirabelli si affida da quando si è insediato al Milan. Igli Tare ha proficui scambi con Jorge Mendes, il quale (specie dopo il rinnovo di Faouzi Ghoulam) prova ad imbastire nuovi affari con il Napoli. Cristiano Giuntoli non dimentica mai Claudio Vigorelli e altri collaboratori italiani. A ognuno, insomma, i propri "uomini di fiducia"...






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