ESCLUSIVA - "Non è da Napoli, non lo prendere". Il Barca l'ha fatto esordire in Champions
Un buon operatore di mercato, come un buon dirigente in generale, deve essere in grado di guardare anche oltre l'immediato, pensare in prospettiva.

Partiamo da un presupposto: parlare a posteriori è sempre più facile. Quel che è difficile, semmai, è avere l'occhio lungo. Un buon operatore di mercato, come un buon dirigente in generale, deve essere in grado di guardare anche oltre l'immediato, pensare in prospettiva. Nell'alveo di questo discorso, però, spesso capita di sbagliarsi. Ci si può sbagliare, ad esempio, affidandosi a persone poco adatte; o, ancora, può capitare di affidarsi ai migliori del settore e che siano questi, a loro volta, a commettere una leggerezza. Specie nel calcio, poi, se ne sentono di cotte e di crude: nomi proposti ed altri inseguiti, continui rimorsi ed eterni rimpianti. Ciò che conta, alla fine, è riuscire ad indovinare qualche colpo (per i club) ed imporsi (per i giocatori): centrare insomma l'obiettivo. Chi ci è riuscito, negli ultimi giorni, è certamente Marlon Santos da Silva Barbosa, noto a tutti semplicemente come Marlon. Suggerito in Italia a vari club, tra i quali anche il Napoli, il calciatore brasiliano che militava nel Fluminense è riuscito, in estate, a coronare il suo sogno di trasferirsi in Europa: nientemeno che al Barcellona. In Serie A, in pochi hanno creduto in lui: Giuntoli in primis. Preso in prestito con riscatto fissato ad una cifra vicina ai 5 milioni, il difensore del '95 è stato prima aggregato alla formazione B dei blaugrana, per poi allenarsi con Messi e compagni ed esordire in Champions contro il Celtic. Qualche qualità, insomma, in Spagna in lui l'hanno vista. Specie Luis Enrique, che ne ha avallato personalmente l'acquisto. A differenza dell'uomo di fiducia di Giuntoli in Sudamerica. Lo stesso, per intenderci, che ha promosso l'idea Leandrinho. Eloquente un suo messaggio in cui, rispondendo ad una sollecitazione del diesse su Marlon, si esprimeva così: "E' un difensore centrale destro, mesomorfo alto 1.85 cm per 80 kg, coordinato ed agile" ed altre diciture tecniche varie che non stiamo qui ad elencare. Per poi terminare col suo parere di "esperto": "Due anni fa avrei detto di prenderlo, ma adesso assolutamente no". Il motivo? "Le ho viste tutte, si fidi: dopo il Mondiale U20 in Nuova Zelanda, in Brasile non ha indovinato una sola partita. D'altronde hanno preso Henrique da voi per fare da titolare...". Detto, fatto: Giuntoli non ha mai approfondito quel discorso. Chissà se, col senno di poi, non si sia un po' pentito...
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