ESCLUSIVA - Conferme dalla Francia: offerto Sakho, il Napoli ha risposto così. Toljan...
Proposto il difensore del Liverpool in un'operazione sulla falsariga dell'ipotesi Mangala. Per il tedesco, intanto, aumenta la concorrenza internazionale.

Una coppia tutta franco-senegalese, con Kalidou Koulibaly e Mamadou Sakho a difendere la porta di Reina: questa l'idea di un intermediario legato all'entourage del calciatore del Liverpool e proposta nelle ultime settimane agli uomini-mercato del Napoli. Una suggestione di cui si è iniziato a vociferare a metà mese e che trova conferma in ambienti transalpini vicini al giocatore. L'ex PSG piace in Premier (su tutti lo Stoke City) e in Turchia, è stato offerto alla Roma ed ora un abboccamento, a scopo informativo, sembra esserci stato anche con gli azzurri (ai quali era stato proposto già lo scorso inverno) che hanno però rifiutato. Innanzitutto per lo stipendio: oltre 5 mln a stagione, che il Liverpool potrebbe accollarsi per buona parte ma a condizione di non separarsi definitivamente dal classe '90 nato a Parigi. Un trasferimento che quindi potrebbe avvenire in prestito secco, sulla falsariga dell'ipotesi Mangala: una formula che non scalda troppo i partenopei, i quali hanno già una propria lista di gradimento per il ruolo di centrale: Maksimovic in pole (si punta tutto sul serbo), in alternativa Criscito (non semplice spuntarla con lo Zenit, il discorso va scemando), Lindelof (che però costa tanto), Mangala (al vaglio come seconda / terza scelta, ma sempre più distante) e Caceres (parametro zero, desta perplessità sul piano fisico). Come questi, anche Sakho ha il pregio di poter agire pure da terzino ma, nel suo caso, non mancano le "controindicazioni". Quali? Su tutte il carattere burrascoso che lo sta allontanando sempre più da Anfield e che non giova ad una reputazione già macchiata da più di un atteggiamento discutibile sul piano disciplinare. Non è un caso, infatti, che Klopp abbia deciso di rispedirlo indietro nel bel mezzo nella tournèe precampionato dei Reds negli Stati Uniti: ritardi costanti ed un comportamento ritenuto non professionale, dentro e fuori dal campo, alla base della scelta del tecnico. Poco prima, inoltre, il difensore si era reso protagonista di un altro spiacevole episodio: ad aprile, la UEFA lo aveva sospeso, in via precauzionale, dopo un controllo antidoping al termine del derby inglese di Europa League contro il Manchester United, salvo poi annullare la sospensione perchè la sostanza rilevata, utilizzata dal francese per bruciare grassi, non era fra quelle proibite. Ma tanto è bastato, suo malgrado, per fargli saltare la finale contro il Siviglia. Un presenza ingombrante, insomma, in uno spogliatoio come quello del Napoli e che, peraltro, non dà grandi garanzie sul piano fisico: appena rientrato da un infortunio al tallone d'Achille, tra novembre e gennaio scorso è stato a lungo fermo per problemi al ginocchio. Tutti motivi che sembrano spegnere sul nascere potenziali approfondimenti futuri. Per quanto riguarda gli esterni, infine, possono essere giorni decisivi per affondare su Toljan, ma bisogna fare in fretta: a Napoli, PSV e squadre tedesche, si sono ora aggiunti anche dei club inglesi e russi.
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