ESCLUSIVA - Asse Napoli-Udinese ai Raggi X: da Widmer a Muriel, Pozzo ha già deciso!

Informazioni raccolte in esclusiva dalla redazione di AreaNapoli.it in merito al possibile asse di mercato tra Udine e Napoli.
"Nessun titolare dell'Udinese si muoverà a gennaio: questo è poco ma sicuro". Le informazioni raccolte in esclusiva dalla redazione di AreaNapoli.it suonano quasi come una sentenza: Widmer non cambierà squadra, nè per il Napoli (ipotesi molto caldeggiata dai giornali) nè per andare alla Juve. Lo stesso vale per tutti (o quasi) i giocatori di Stramaccioni. La politica di Pozzo - spiegano i ben informati - è ed è sempre stata quella di non vendere i suoi tesserati prima di 3 anni esatti: il periodo ottimale, secondo il patron, per una maturazione tecnica e il conseguente aumento del valore di mercato. Tradotto in parole povere: lo svizzero resta dov'è, almeno per un'altra stagione. Questa la situazione nel dettaglio:
VOCI CHE SORPRENDONO - La prima reazione degli operatori di mercato e degli esperti del mondo friulano in genere, è la stessa: lo stupore. Sorprende, cioè, che su un calciatore come Widmer possano concentrarsi le attenzioni di top club come il Napoli e La Juventus. I motivi sono molteplici. Innanzitutto - riferiscono da Udine - perchè si tratta di un ragazzo sì bravo ma altrettanto inesperto: arrivato l'anno scorso alla corte di Guidolin (col quale ha giocato in maniera altalenante avvicendandosi con Basta, poi venduto alla Lazio) da titolare non sta brillando per continuità di rendimento. Almeno rispetto alle aspettative. Stramaccioni, d'altronde, ha accantonato senatori come Pasquale, Pinzi e Domizzi, per puntare sui giovani, aspettandosi che fossero decisivi come lo era a suo tempo l'argentino Pereyra. Cosa che, almeno finora, non si sta verificando. Il tutto, però - è utile ribadirlo - rientra in una logica ben ponderata: quella della pazienza. E' un rischio, per così dire, calcolato. Le linee guida del progetto Udinese, in tal senso, parlano chiaro: i primi due anni di rodaggio, il terzo di esplosione e infine la cessione per una cifra importante. Ed eccoci al prezzo: il secondo dei motivi cui facevamo riferimento. Non meno di 10 milioni è la base di partenza per ogni 'gioiello' di casa Pozzo, da sempre bottega cara e poco avvezza a fare sconti. Men che meno saldi invernali. I precedenti lasciano poco spazio ai dubbi: solo Di Michele e Armero cambiarono aria a gennaio e unicamente per ragioni caratteriali: avevano rotto con la Società e l'ambiente, per intenderci. Ma non è il caso di Widmer: ragazzo tranquillo ed educato, non ha mai avuto problemi nè ne ha creati. La convocazione in Nazionale - è vero - l'ha lusingato, eppure resta con i piedi per terra. Una pacca di Inler può averlo fatto sorridere, ma da qui a parlare di Napoli ce ne passa.
Tornando all'aspetto economico, l'Udinese ha già deciso: lo venderà soltanto per un assegno a doppia cifra vicino ai 12 milioni. Ma non adesso (perchè ancora non li vale). Le potenzialità ci sono tutte: gli ampi margini di miglioramento assicurano un buon incasso, però solo in prospettiva. Guai a bruciare le tappe, insomma. Il caso Benatia insegna: resistere fino a giugno porta ad una lievitazione del valore di mercato e la possibilità di vendere all'estero. Da dove arrivano (quasi) sempre le offerte migliori.
HEURTAUX - Più volte accostato al Napoli prima dell'acquisto di Koulibaly (col quale condivide uno dei suoi agenti, ndr), il difensore francese è uno dei pezzi pregiati del club friulano. Dopo un primo anno difficile all'ombra di Benatia, ha disputato una buona seconda stagione ma con Stramaccioni non sta vivendo un momento esaltante. Nonostante alcune prestazioni non proprio impeccabili, resta tuttavia un uomo-mercato. Su di lui - fanno sapere da Udine - sono vigili diverse squadre straniere, che potrebbero avanzare proposte concrete la prossima estate. Nel frattempo, si provano ad abbozzare "mezze promesse" o al massimo "mezze trattative", ma nulla più. Un po' come successo con Allan nel 2013: lo Zenit aveva provato a bloccarlo, ma in Viale Candolini non è mai arrivata l'offerta giusta. Discorso, anche il suo, rimandato a giugno, quando potrebbe partire il greco Karnezis, per monetizzare e dare nuovo spazio a Scuffet. Fino ad allora, pensiero rivolto agli esuberi: su tutti Faraoni e Alhassan, in cerca di una sistemazione in tempi brevi.
MURIEL - Vero e proprio oggetto del mistero del campionato italiano. Qualità da campione, per la sua esplosività era soprannominato "Il nuovo Ronaldo", ma non si è mai consacrato. Attaccante talentuoso come pochi, Di Natale garantisce per lui: "Fidatevi, è più forte di Sanchez" assicura il capitano. Prima punta o esterno offensivo molto mobile, col "Fenomeno" condivide soprattutto la tendenza al sovrappeso, che nelle giovanili gli è valsa l'appellativo di "El Gordito". Mentalmente non pronto al grande salto - dicono - viene periodicamente accostato al Napoli come possibile rinforzo. Spiccata tendenza agli infortuni (in particolare gli strappi), non riesce mai a mantenere la condizione e ad essere impiegato con costanza. Non è un caso che Stramaccioni gli preferisca Thèrèau, appositamente richiesto dal tecnico perchè non convinto dal colombiano. Va da sè che giocar poco non lo aiuta: 78' minuti contro la Fiorentina sono il suo minutaggio più ampio. E dire che doveva essere lui l'uomo mercato, quest'anno. Vagheggi era stato chiaro: più volte il procuratore / consulente dell'Udinese ha provato a motivarlo, ricordandogli che dal rendimento dipenderà anche il suo futuro. Per lui si profila una cessione a giugno, per questo il club punta molto ad un suo rilancio nei prossimi mesi: in caso contrario, rischia di svendere un patrimonio monetario. Bigon lo sa bene: chissà che non possa approfittarne...
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