Dotto: "In pole per la panchina del Napoli c'è un grande ritorno"

Giancarlo Dotto ha parlato di Luciano Spalletti e della sua decisione di salutare la squadra azzurra alla fine della stagione da Campione d'Italia.
Giancarlo Dotto, giornalista, ai microfoni di Radio Napoli Centrale, ha parlato della situazione che sta vivendo il Napoli: "Quando parliamo di Mou, parliamo di una tipologia umana molto ben definita, un uomo leader nel bene e nel male. È un uomo molto intelligente, carismatico, riesce a convincere una grande o piccola ‘tribù’ a sposare la sua causa. Quando va via, essendo votato alla sua causa e non a quella della comunità o del contesto di cui è leader, spesso lascia macerie. È unico nel panorama del calcio mondiale, è un uomo molto intelligente e l’intelligenza non è a priori una virtù. Anche in lui, qualche volta, l’intelligenza è deviata".
Spalletti? "Un uomo molto sensibile, integerrimo, questi due anni a Napoli non sono stati facili per lui. Il malessere, o qualcosa di più, è una costante nei suoi rapporti. Non vuole essere corteggiato, ma non vuole essere considerato un dipendente. Luis Enrique? È stato fin troppo ‘hombre vertical’, incapace di una duttilità necessaria per un grande allenatore, alla Roma. Quando è andato al Barcellona è diventato flessibile e duttile perché ha capito le idee di calcio. Anche in Spagna non è bastato".
Poi svela: "In pole, per la panchina del Napoli, vedo un grande ritorno di Benitez. Mourinho vince la Coppa? Non lo so, Siviglia tosto, non lo vedo bene e l’assenza di Dybala è veramente pesante. Fiorentina messa meglio delle altre italiane? Ha una buonissima squadra, secondo me Italiano è uno degli allenatori che deve imparare ad essere più duttile". Ha concluso Dotto.








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