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Diamo a Benitez quel che è di Benitez, ma non di più. Tutti i retroscena del "suo" Napoli


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Diamo a Benitez quel che è di Benitez, ma non di più. Tutti i retroscena del suo Napoli

Rafa Benitez è stato fondamentale per lo sviluppo del progetto Napoli, ma bisogna sfatare alcuni miti e dare i giusti meriti a tutti i protagonisti.


Sono tanti i tifosi del Napoli che sognano il ritorno di Benitez, ovvero il tecnico più vincente dell'era De Laurentiis (Coppa Italia e Supercoppa italiana durante la sua gestione e tanta sfortuna in Champions, partenopei fuori con 12 punti nel girone: un record assurdo), ma soprattutto colui che - si dice - ha portato i migliori calciatori in maglia azzurra negli ultimi anni. In parte è vero, in parte no. Diamo a Rafa quel che è di Rafa, soprattutto in termini di internazionalizzazione del club e della squadra, ma non di più, soprattutto sul versante calciomercato. Gli acquisti più importanti sui quali c'è la firma del tecnico spagnolo sono in particolare tre: Pepe Reina, Raul Albiol e Josè Callejon. Tre pilastri assoluti della squadra e di notevole spessore. Sugli altri, invece, c'è il suo placet, ma bisogna sfatare il falso mito che sia stato lui a scoprire e a segnalare al club alcuni calciatori. Facciamo gli esempi per sgombrare il campo da ogni dubbio.

Dries Mertens: calciatore fortemente voluto da Riccardo Bigon e dal suo staff (Micheli, Mantovani e Zunino, quest'ultimo uno dei migliori in circolazione grazie al suo data-base grazie al quale monitora di tutti i migliori calciatori del mondo, dai più giovani ai più attempati). Benitez diede il suo ok (ed inizialmente arrivò come vice-Insigne). 


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Kalidou Koulibaly: stesso discorso fatto per Mertens. Benitez sfruttò il suo carisma per convincerlo ad accettare il Napoli. Poi però divenne un'alternativa. Aveva davanti a sè addirittura un centrale non proprio fortissimo come Britos.

Jorginho: il Napoli lo acquistò perché aveva da tempo un accordo con l'Hellas Verona. Benitez disse sì, ma nel suo centrocampo a due non era certamente un portento, anzi, decisamente il contrario. E' stato Sarri a volere la sua conferma per avere il regista di riferimento, mentre De Laurentiis acquistò Valdifiori di sua spontanea volontà.

Ghoulam: fu segnalato da Bigon e dal suo staff perché aveva parametri fisici importanti. I tifosi del Saint-Etienne insorsero per la cessione del calciatore algerino al Napoli. Benitez disse sì, ma è con Sarri che Faouzi è diventato il miglior terzino d'Europa, almeno sui livelli di Marcelo.

Higuain: il pezzo forte del mercato del Napoli, pagato 40 milioni bonus compresi dal Real Madrid. Benitez voleva Damiao. Poi ovviamente gradì molto il grande lavoro fatto da Chiavelli e dallo stesso De Laurentiis, bravi a dialogare con il Real Madrid che voleva cedere El Pipita, ovvero quel calciatore che tutti volevano e nessuno prendeva. Chi vi scrive era seduto a Dimaro dietro l'amministratore delegato Chiavelli (nei pressi del palco dove si tenevano gli spettacoli) quando arrivò il messaggio dell'avvenuto acquisto dell'argentino. Una sbirciatina e tanta fortuna, sia chiaro. Ci pensò il club partenopeo, dunque, a fare l'affare. Inizio buono, di notevole livello. Ma è con Sarri che Higuain è tornato ad essere quel fenomeno che tutti conoscevano.

Ci sarebbe tanto da dire ancora sui vari De Guzman, Michu, Diego Lopez e altri calciatori che sono arrivati a Napoli sotto l'egida del tecnico pluridecorato che però negli ultimi anni, Cina compresa, non sembra essere in forma super. Nessuno vuole togliere i meriti al grande Benitez, anzi, ma come diceva il grande Totò, è la somma che fa il totale e all'epoca di Rafa il club aveva evidentemente un'altra organizzazione, un altro scouting e una grande e diversa sinergia tra le parti. Benitez fu bravo a sublimare tutto, ma diamo a Cesare e agli altri i giusti meriti senza mitizzare solo chi ha poi messo la firma su tutto con la sua fama e la sua cultura. 

Luca Cirillo


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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