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De Laurentiis e la difficile arte dei rinnovi: la grana Anguissa e i dolorosi precedenti


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
De Laurentiis e la difficile arte dei rinnovi: la grana Anguissa e i dolorosi precedenti
© foto di SSC Napoli

Il caso Frank è solo l'ultimo di una lunga serie. La gestione dei rinnovi dei calciatori che esplodono è un'arte assai complessa e il Napoli in alcuni casi fa fatica.


La gestione dei contratti in casa Napoli conferma che quella dei rinnovi è una delle arti più complesse e scivolose del calcio moderno. Il presidente Aurelio De Laurentiis si trova nuovamente di fronte a un muro contro muro, un copione già visto che oggi riguarda Frank Anguissa.


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De Laurentiis e la difficile arte dei rinnovi: la grana Anguissa

Lo stallo sul centrocampista camerunese — che a 31 anni chiede l'ultimo grande contratto della carriera a 6 milioni di euro a stagione: pura follia — è solo l'ultimo capitolo di una lunga saga di bracci di ferro e dolorosi addii. Andando oltre Anguissa, la storia recente del club azzurro insegna che sotto il Vesuvio i rinnovi non sono mai semplici formalità, ma logoranti partite a scacchi. 


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I dolorosi precedenti: il caso Kvaratskhelia

Il precedente più rumoroso resta quello di Khvicha Kvaratskhelia. Il georgiano, arrivato nell'estate del 2022, vinse lo scudetto al termine della prima stagione con il Napoli e chiese subito un rinnovo con ritocco del contratto. De Laurentiis non glielo concesse e la grana scoppiò al terzo dei cinque anni di contratto. Tutti sappiamo come andata, ovvero con la cessione al PSG a cifre irrisorie rispetto al valore reale (75 contro gli attuali 150 almeno, al netto delle due Champions vinte). Ci fu anche la "minaccia" di un addio ex art. 17 (possibilità di recedere unilateralmente per chi è sotto i 23 anni, dopo tre anni di contratto). 

Osimhen e Fabian Ruiz

Non vanno dimenticati inoltre i casi Osimhen e Fabian Ruiz, giusto per parlare dei più recenti. L'attaccante nigeriano nel dicembre 2023 firmò un rinnovo "tattico" accompagnato da uno stipendio monstre balzato a 10 milioni di euro e da una maxi clausola rescissoria da 130 milioni. Quella firma non era un patto a lungo termine, ma un modo per gestire un addio inevitabile. La matassa si fece così intricata da portare alla rottura definitiva e alla successiva separazione con passaggio al Galatasaray per 75 milioni. Il centrocampista spagnolo, invece, ad un anno dalla scadenza del contratto, nel 2022, fu ceduto per soli 23 milioni al PSG (ed è oggi è tra i candidati al Pallone d'Oro dopo aver vinto tutto con i francesi ed il Mondiale con la Spagna).


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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