Conte non è Spalletti, il pugliese ha "salvato" il Napoli. Niente Nazionale (per ora)

L'allenatore Antonio Conte, nella sua esperienza a Napoli, ha dimostrato di essere non solo un grande allenatore, ma un Uomo vero.
Antonio Conte ha detto addio al Napoli nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente Aurelio De Laurentiis al termine del match vinto dagli azzurri per 1-0 e che ha consentito ai partenopei di terminare la stagione al secondo posto in classifica.
Conte e Spalletti: quante differenze. Il pugliese ha "salvato" il Napoli
Antonio Conte ha dimostrato la propria caratura di Uomo in diverse occasioni. In primo luogo a luglio 2024 quando, invitato dai napoletani a saltare e intonare un coro contro la Juventus, ha detto di no chiarendo a tutti di non volere tradire una squadra alla quale è molto legato (in bianconero ha vinto sia da calciatore che da allenatore). Una decisione che avrebbe potuto alienargli qualche simpatia considerando anche la rivalità tra le tifoserie.
Antonio Conte non è tipo da compromessi, ha dei principi e li difende anche quando potrebbero causargli problemi. A Napoli non ha fatto il capopopolo, non ha mai fatto promesse che poi non ha mantenuto. Luciano Spalletti, forse nell'euforia del trionfo in campionato, si è lasciato andare a dichiarazioni che poi gli si sono ritorte contro ("Non allenerò nessun altro club italiano dopo il Napoli"), salvo poi ritrattare dopo avere firmato con la Juventus ("Parlavo solo della stagione successiva a quelle col Napoli, non posso mica smettere di allenare").
Antonio Conte ha "salvato" il Napoli rinunciando a una barca di soldi che gli sarebbero spettati in quanto titolare di un contratto che scadeva solo nel 2027. Se li avesse pretesi, avrebbe costretto De Laurentiis a un mercato in tono minore perché impossibilitato a sostenere investimenti troppo elevati dovendo corrispondere al pugliese circa quindici milioni di euro a stagione.
Conte, niente Nazionale (almeno per ora)
Antonio Conte non ha lasciato il Napoli perché già titolare di un accordo con un altro club. Non sta trattando con i vertici della Federazione (che inseguono il sogno Pep Guardiola) per assumere il ruolo di ct, non può allenare in Italia (le panchine delle big sono occupate). Il mister sarà con ogni probabilità costretto ad aspettare la prima occasione utile, ma a differenza di (quanto fece) Spalletti non ha alcuna fretta di rimettersi subito in gioco.






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