Auriemma: "Mazzarri miglior alleato dei tifosi azzurri"
E' una bella battaglia, sottile e non cruenta, di quelle senza spargimenti di sangue e con il solo intento di migliorare i rapporti.

E' una bella battaglia, sottile e non cruenta, di quelle senza spargimenti di sangue e con il solo intento di migliorare i rapporti. Da un lato rimbomba un concetto: "Se Mazzarri andrà via sarà perchè l'ha voluto lui, non di certo io". Dall'altro lato arriva in risposta l'eco di una dichiarazione di crescita: "Firmerò il rinnovo del contratto, solo in presenza di un progetto che renda il Napoli vincente". E si andrà avanti così, fino a quando il campionato non emetterà il verdetto sugli obiettivi che avrà centrato il Napoli per la prossima stagione ed intorno ai quali verificare come migliorare l'attuale organico. L'incertezza destabilizza? Macchè. I calciatori vanno oltre le logiche di ciò che verrà e (egoisticamente) si soffermano sulla stagione in corso, ancora prodiga di successi da raggiungere, sia come squadra che come singolo. Perchè non va dimenticato che in ogni contratto esistono bonus economici che si ottengono con i gol fatti, gli assist confezionati, i rigori parati, quelli realizzati, eccetera. Forse è proprio vero il contrario, che l'incertezza stimola la fantasia, aguzza l'ingegno, crea una favorevole predisposizione al miglioramento. Trasportando il concetto nel calcio e guardando alle mosse di De Laurentiis, verrebbe da pensare che il contratto a scadenza di Mazzarri stia favorendo uno sviluppo benefico per il Calcio Napoli. "Questione di progetto", potrebbe essere questo il titolo a sostegno delle mosse dell'allenatore toscano. Non cerca (solo) danaro, ne ha guadagnato abbastanza in dodici anni da professionista, da permettersi oggi di stare a casa, tranquillo, aspettando l'idea che più lo entusiasma: guidare una squadra in grado di lottare per lo scudetto fin dalla prima giornata e degna di restare stabilmente nell'elite del calcio europeo. Preferibilmente a Napoli, oppure altrove, qualora il presidente De Laurentiis dovesse a fine campionato annunciare la stagione del revisionismo, con una campagna acquisti fatta da giovani interessanti ed allenati da un tecnico desideroso di uscire dal semianonimato di campionati vissuti sempre in bilico tra la A e la B. Sarebbe una follia se il Napoli facesse questa clamorosa marcia indietro, dopo aver lottato spalla a spalla con la Juve e nell'anno del ritorno in Champions League. Ecco perchè l'ostinazione di Mazzarri nel voler arrivare a fine stagione per il rinnovo, sta diventando il primo, grande alleato dei tifosi del Napoli. Non firma adesso, con il pretesto del desiderio di fermarsi, ma perchè pretende in realtà da De Laurentiis garanzie per il miglioramento dell'attuale organico con calciatori che facciano realmente la differenza rispetto a quelli che costituiscono l'organico-base del Napoli attuale. E non come l'anno scorso, immediatamente dopo il successo in Coppa Italia, quando Mazzarri accettò di firmare un altro anno con l'impegno che arrivassero almeno un paio dei rinforzi che aveva indicato nella famosa lista della spesa: non ne arrivò nessuno. Stavolta non sarà così, con la conseguenza che Mazzarri potrebbe restarsene anche in poltrona a casa, dopo 12 anni trascorsi a valorizzare organici sulla carta inferiori ai risultati ottenuti. Come finirà l'infinito duello?
Fonte: Raffaele Auriemma per il Corriere del Mezzogiorno
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