Ariemma: "Il tifoso napoletano medio è in genere mediocre, distrugge il proprio simile. Su Insigne..."

Il noto professore universitario, napoletano del Rione Sanità, scrive: "Capitano, senti a me pure tu, la città si è espressa, vai a giocare altrove".
Enrico Ariemma, professore universitario, ha commentato il caso Insigne con un lungo post su facebook che vi proponiamo qui di seguito: "Il tifoso napoletano medio è in genere mediocre, la medietà è mediocrità. Distrugge il proprio simile, il napoletano, da sempre, non accoglie ma respinge, non ha limpidezza, non ha tepore, non capisce le parole che un suo fratello dice, poi con quello che ce l’ha fatta, nun ne parlammo, specie se è tamarriello, parla male e gioca a calcio come nessuno, figuriamoci quando poi è, per valore tecnico e di mercato, il miglior calciatore italiano, e per distacco, senza contare che da quando ha la fascia, lui capitano e leader in pectore da almeno tre anni, questa gente è letteralmente andata ai pazzi. Perché tutto questo al napoletano non va bene, l’ignorante, ‘o cafunciello, ha da essere pezzente comm'a isso. Il crasso, il beota, il troglodita, non è oggi chi non ha strumenti per valutare transizioni, ripartenze, cuciture, umiltà, chilometri percorsi, assist reali e potenziali, palle recuperate nella propria metà campo, queste sono cose difficili, non per tutti, laggente pensa al tiraggiro senza comprendere che la ricerca della soluzione difficile è il frutto di una delega tecnica messa in mano a lui - a lui come a Mertens ad esempio, ma Mertens si chiama Ciro, lui sì che è napulitano, che aiuta i cani".
Poi Ariemma ha aggiunto: "Oggi il tema è invece una intervista bellissima, ampia, pulita, progettata e realizzata da Antonio Giordano, un giornalista di grandissima esperienza, altrettanta competenza, e superiore deontologia, che restituisce una fotografia serena del Capitano, eppure si estrapola, decontestualizzandola con senso della chirurgia degno di cause migliori, l’unica cosa realmente banale, ovvia, attesa, un franco “rode non vincere, voglio restare, poi se arriva l’offertona se ne parla” per dare la stura alla più graveolente insultante fognatura verbale immaginabile, con l'unico tangibile guadagno che almeno si è data occasione ai savonarola d'accatto per uscire allo scoperto, senza infingimenti, senza distinguo e con tanto livore: vattenne, ‘omm’e merda, superbo, scarzone, buffunciello. Però non si capisce perché, se lo odiavate già prima, adesso rosicate così tanto, ah già, a una settimana dall’Arsenal non si doveva, si destabilizza l’ambiente, perchè io già me li immagino Koulibaly e Zielinski, Albiol e Callejon, che sussurrano indolenti tra loro, “ehi, avete visto, qua moriremo tutti, trasciniamo questa stagione alla fine, che errore quell'intervista, ci alleniamo nella depressione più totale”, ma che idea cavernicola della professionalità altrui che tiene certa gente. Volessero gli dei però che codesto napoletano-tipo avesse avuto a suo tempo anche palle e coraggio di non esultare per i gol al Liverpool, al PSG, al Real, speriamo per quello decisivo all’Arsenal, per quello decisivo al Chelsea, perché poi non succede, ma se succede a Baku la coppa la alza lui, e voi zitti, muti. Purtroppo l'ommità è napulitana solo quando se tratta 'e Pepe Reina o Hamsik, però ci scordiamo che Reina se ne voleva andare per soldi ma il tifoso neomelodico piangeva insieme a lui sotto la curva, che Hamsik ogni tanto si dichiarava disposto a valutare offerte - random: giugno 1011, giugno 2016 - però la memoria selettiva è di una comodità etica e psicologica senza confronti, sentite a me, ominicchi e donnette, che soffrite Lorenzo Insigne perché napoletano, andate a vendere gli aspirapolvere porta a porta o a fare punto e croce sul dondolo col plaid. Capitano, senti a me pure tu, la città si è espressa, vai a giocare altrove, che di meritarti, a partire da quella serata di agosto contro il Bilbao impestata di una folle folla di occasionali, proprio non siamo mai stati capaci".







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