Logo AreaNapoli.it

Altro che Sarri e Allegri, il tecnico ideale per De Laurentiis arriva domenica


,
Pubblicato nella sezione Calciomercato
Altro che Sarri e Allegri, il tecnico ideale per De Laurentiis arriva domenica

Aurelio De Laurentiis ha sempre provato a prendere grandi allenatori. Negli anni ha contattato i migliori e in qualche occasione è riuscito nell'impresa.


Si parla tanto del ritorno di Maurizio Sarri a Napoli, così come di Allegri quale oggetto del desiderio di De Laurentiis. In realtà il patron dei partenopei ha corteggiato per anni Antonio Conte, che domenica arriva al Maradona da avversario con la sua Inter lanciata verso lo scudetto. Al produttore cinematografico piace il carattere del mister pugliese. E la versatilità tattica. Ripercorriamo la carriera dell'allenatore indomabile che procede per paradossi.
Nelle vene di Antonio Conte scorre l’attesa - la decantazione leccese - e i pezzetti di cavallo al sugo per diventare purosangue al servizio delle grandi città. La provincia che diventa successo nei capoluoghi d’Italia. Dal 1982 al 1991 si forma al Lecce, a casa sua: 99 presenze e 1 gol. Poi la Juventus. Carattere combattivo e duttilità in mediana, diventa colonna e poi capitano: 419 presenze, 44 gol, 5 scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppa italiana, 1 Coppa Uefa e 1 Champions League. Ad USA ‘94 è vicecampione del mondo con l'Italia di Sacchi. Dal campo alla panchina. Sogna di entrare nello staff della Juventus, ma Fabio Capello si oppone. Va a Siena, altro club bianconero, come vice De Canio. La carriera inizia, per paradosso, dalla città del Palio, dove il cavallo è sacro e non si cucina al sugo. Conte ha vinto tanto, ma anche perso 3 finali di Champions, una coppa Uefa, una Coppa Italia.


PUBBLICITÀ

“Perdere è come morire”: lo dice, lo sa. Per questo è cannibale. Come Fausto Coppi che volava in salita per accorciare la sofferenza, Antonio Conte divora il lavoro per allontanare il dolore della sconfitta. Non è genio, ma goccia che fora la roccia. Aspetti della fede in Dio e del chierichetto che è stato da ragazzino. Ad Arezzo diventa per la prima volta titolare di cattedra. Parte male, ma dopo la staffetta con Maurizio Sarri, salva la squadra dalla retrocessione. Dunque va a Bari (apriti cielo a Lecce, litiga con tutti), Atalanta, ancora Siena e poi finalmente la sua Juventus. Una rivincita con Don Fabio. In mezzo le beghe del calcioscommesse, il patteggiamento e la conferenza stampa che lo immortala per sempre come mister "agghiacciande”. Da tecnico vince 3 scudetti e 2 Supercoppe italiane. Diventa Ct della Nazionale, forse troppo presto. La "sua" Italia piace, ma lascia dopo la sconfitta ai quarti contro la Germania ad Euro 2016. Approdato al Chelsea vince Premier e Coppa d’Inghilterra. Ora è all'Inter, nemica giurata della Juventus. Perché è così, la carriera di Conte procede per contrapposizioni. Fuori dalle Coppe europee, è vicino allo scudetto. A conferma che per Conte la base naturale viene prima della proiezione, come i germogli dopo le radici. De Laurentiis lo sognava alla guida della sua squadra perché ha intravisto in lui il giocatore di scacchi che sa alternare bellezza e sostanza, che sa che il cavallo è un’arma importante, ma che si può sacrificare per vincere la partita. Domenica c'è Napoli-Inter. Sfida con Gattuso, che è simile ad Antonio. Anzi, Andonio, uno che “prima di mangiare si fa il segno della croce”. 


PUBBLICITÀ

Calciomercato, ultime news
Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00