"Alla morte di Raiola è emersa una figura che rischia di sgretolare il suo impero". Il retroscena
La scuderia Raiola sta vivendo un momento molto difficile, dopo la morte di Mino molti calciatori vogliono cambiare aria.

Michele Criscitiello nel suo editoriale settimanale dedica ampio spazio alla situazione che sta vivendo la scuderia Raiola dopo la morte di Mino: "Gli agenti si sono scatenati e tutti si sono buttati sui calciatori della scuderia Raiola. C’era da aspettarselo. Capiamo anche il lavoro e oggi ci può stare. Non siamo falsi perbenisti. Certo, qualcuno poteva evitarlo di farlo durante i giorni di agonia di Mino oppure due giorni dopo la sua morte. Ma ognuno risponde alla sua coscienza. Oggi è già più normale. Molti calciatori sono scontenti e sono anche più raggiungibili dai vari procuratori. In tanti vogliono cambiare. Ovviamente sapevamo che l’azienda Raiola si basasse tutta su Mino. One man show. Lui si era inventato il giochino. Lui sapeva tenere i rapporti con gli assistiti, lui era un fenomeno nelle trattative. I collaboratori possono essere bravi ma se sono collaboratori un motivo ci sarà. E non è un’offesa per nessuno. Il cugino era un ottimo collaboratore ma non sarà mai Mino. E credo lo sappia bene anche lui. Ma di questo ragazzo si apprezza la buona volontà, si applica nel ricordo di Mino e prova a fare del suo meglio".
Poi svela un retroscena molto curioso: "Il problema, però, è la Signora Rafaela Pimenta. All’oscuro fin quando regnava Mino ma alla sua morte è emersa questa figura che con il calcio ha poco a che fare ma soprattutto sta rischiando di sgretolare l’impero a tempo di record. Sapevamo che non avrebbe avuto futuro ma le avevamo dato 2-3 anni di attività. Così, invece, sta bruciando tappe e calciatori. Molti sono scontenti del suo lavoro e vogliono cambiare scuderia. Il modus operandi della Pimenta non piace e sembra non abbia neanche tutta questa forza con i club. I primi mesi ha seguito la scia tracciata da Mino ma, poco alla volta, la scia è scomparsa. Come accade in cielo quando sfreccia un aereo militare".
"Ci sarà poco da fare e l’unica mossa che poteva far ben sperare la scuderia Raiola era la mossa di Ibra a capo del gruppo. Serviva un leader alla Mino. Però Zlatan vuole provare a fare ancora qualche partita e sembra più indirizzato ad un ruolo dirigenziale che da agente di calciatori. Staremo a vedere. Nel frattempo è caccia aperta ai “figli” di Mino. Quelli che non lo avrebbero mai tradito oggi fanno una preghiera per lui nel suo ricordo ma sono pronti a cambiare agenzia". Ha concluso Criscitiello.
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