A Napoli la doppia bomba è scoppiata, confessione in piena regola. Favola rischiosa

In città non si parla d'altro, ovvero del possibile ritorno di Sarri sulla panchina del Napoli. Ma non è l'unico che potrebbe rivedersi da queste parti.
"Maurizio Sarri ha già detto di sì al Napoli". Ed inoltre: "Maurizio Sarri è l'unico allenatore a godere della stima incondizionata dei napoletani: gli perdonerebbero anche degli errori nella prima partita. Da quello che so io è fatta al 70%". Parole e musica di Enrico Fedele. Non bisogna prendere per oro colato queste parole, ma arrivano comunque da un professionista che ha lavorato tanti anni nel calcio ad alti livelli prima da direttore sportivo del Parma e poi da agente dei fratelli Cannavaro. Si può criticare quanto si vuole, così come tutti sono passibili di critica, tuttavia Fedele non è il primo ad aver parlato del ritorno di Sarri, anzi.
Il primissimo è stato Maurizio Pistocchi a metà dicembre ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre". Il noto giornalista parlò di un "uccellino" che si era posato sul suo balcone per raccontargli di Sarri finito nuovamente in orbita Napoli. Nei giorni successivi alcuni "addetti ai lavori" avevano bollato la notizia come "bufala, altro che uccellino". Invece ora ne parlano tutti. Le solite gelosie di mestiere. Parlare dopo, si sa, è sempre più facile, ma tant'è, a Napoli non si parla d'altro. Ma non è l'unica bomba scoppiata. Si vocifera anche di un ritorno di Hamsik in maglia azzurra. E c'è una confessione in piena regola, ovvero quella del diretto interessato che si è appena accasato al Goteborg dopo aver chiuso l'esperienza in Cina. "Al Napoli non potrò mai chiudere le porte", tradotto: basta una telefonata e torno subito. Sarri e Hamsik, dunque, le due bombe scoppiate in città. Bello, bellissimo. Romantico, anzi, di favoloso. Però bisogna essere consapevoli dei rischi. Maurizio Sarri non è più l'allenatore in rampa di lancio in cerca della rivincita di una vita, ora è arrivato, è un "santone conclamato". Ora è lanciato. E per il suo Sarri-ball servirebbe calma e pazienza, ammesso che voglia ripartire da una squadra giovane da plasmare e non da campioni. Poi c'è Marek, classe 1987, calciatore simbolo, centrocampista fantastico, un simbolo. A luglio compirà 34 anni. Non vecchio, ma nemmeno giovane. Se dovesse tornare per fare anche da collante con il club (figura che manca) al di là delle dinamiche di campo, avrebbe un grosso senso. Altrimenti si corre un rischio enorme: il passato non si può di certo cancellare e non va nemmeno in campo nel presente, e alcune eventuali macchie possono essere pericolose. In valore assoluto, inutile dirlo, il ritorno di entrambi è potenzialmente una "favola"... tutta da scrivere.








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