Sognare va bene, ma fino ad un certo punto, ovvero fino a quando si rischia di perdere di vista la realtà. Quella degli azzurri è nitida e a tinte forti, come il golfo di Napoli al tramonto in una serata di mezza estate. Se ne sta lì impaziente di essere vissuta. Basta insomma parlare di "sogno degli Ottavi", basta vivere costantemente come se le cose belle non dipendessero dall' umana volontà. Anzi, dovrebbe renderne conto il Napoli se mercoledì le cose andassero male, se non si riuscisse a vincere contro la sest'ultima squadra del campionato spagnolo peraltro priva del suo uomo migliore, Giuseppe Rossi, e in piena crisi di risultati. Niente calcoli, conti, ragionamenti del tipo " ma se si arriva a pari punti col City o roba simile": gli azzurri hanno questo e quell'altro mondo di possibilità di andare avanti in Champions facendo la metà del proprio dovere. Non che si debba per forza ripetere il poker col Lecce, ma al Madrigal dovrà scendere in campo la stessa squadra affamata di vittoria e immune alla paura, diversa insomma da quella che riuscì a farsi eliminare dall'Europa League lo scorso Febbraio dopo essere andata anche in vantaggio. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti azzurri. Per il Napoli parlano i risultati, con allegate prestazioni in casa e fuori contro Manchester City, Bayern Monaco, Villareal all'andata, parla l'aver affrontato da top club uno dei gironi più difficili della storia della Champions League e di essere giunti a 90 minuti dalla qualificazione. Manca solo una vittoria, così che nessuno possa non rendere merito ad un'impresa storica. In terra spagnola però nessuno anticiperà regali di Natale, tant'è che il tecnico Garrido sta quasi tirando a forza fuori dall'infermeria qualche elemento importante, vedi Nilmar, Cani e forse anche Zapata, come se lo 0 in classifica non esistesse. Poco male, anzi da un lato è meglio che la squadra trovi un ambiente carico, per la serie ben vengano ulteriori stimoli. La formazione, manco a dirlo, sarà quella dei titolarissimi, con Hamsik che riprenderà il posto da titolare e il redivivo Pandev che potrà tornare utile a partita in corso. I tre tenori, già, chi se non loro dovrà condurre la sfera ovale oltre la linea di meta, cosa se non l'argento vivo di Lavezzi o l'implacabilità sotto porta di Cavani potrà silurare il sottomarino giallo, e dare continuità al sogno, pardon, ad una ancor più meravigliosa realtà.