L'applauso del pubblico di Palermo al capolavoro di Edinson Cavani è quanto di meglio si possa desiderare dal gioco del calcio, è il segnale di speranza per uno sport sempre più inquinato dai petroldollari di sceicchi e magnati e mortificato dagli scandali su campionati falsati e calciatori corrotti. Oltre a rendere onore ai palermitani, quell'applauso è anche la sintesi perfetta della trasferta azzurra in Sicilia, un segnale forte e chiaro al 2012. Autorità e bel gioco sono le caratteristiche del Napoli da applausi, quello che, 43 anni e 6 k.o consecutivi dopo, si è liberato anche del tabù-Barbera. Se si escludono i primi 10 minuti, quando Budan sembrava Dzeko grazie alle generose marcature della retroguardia azzurra, il Napoli di Palermo non ha sbagliato praticamente nulla, esaltando invece al massimo le proprie qualità. Troppo tempo era passato dall'ultimo successo fuori casa, esattamente 3 mesi da quell'Inter-Napoli 0-3 che, come ieri al Barbera, aveva mostrato a tutti che, quando vogliono, gli azzurri sanno vincere ma soprattutto convincere. I 3 gol rifilati ai rosanero sono il giusto premio a trame di gioco tanto impeccabili quanto micidiali, fondate sul binomio gioco sulle fasce- possesso palla ordinato, una calma apparente in attesa dello spazio giusto per affondare il colpo in contropiede. E quei 38 passaggi consecutivi sul 3-0 in perfetto stile-Barcellona hanno poi suggellato il tutto. Altro insomma che cali di tensione post-feste, anzi sembra che la pausa natalizia sia stata manna dal cielo per gli azzurri, il modo migliore per smaltire le tossine mentali e fisiche della Champions e riappropriarsi della carica giusta per risalire la china in campionato. Inutile a questo punto fossilizzarsi sugli 8 punti che separano il Napoli dal terzo posto, l'ultimo utile per dare continuità all'avventura in Champions anche l'anno prossimo. Concentrazione e continuità di prestazioni è invece ciò che serve ora agli azzurri per far di ogni gara una finale, a partire già da giovedì prossimo, quando al San Paolo arriverà il Cesena per un Ottavo
di Coppa Italia da considerare obiettivo serio e concreto. Poi Bologna in casa e Siena fuori rappresenteranno l'occasione per chiudere in bellezza il girone d'andata e approcciare quello di ritorno con stimoli d'acciaio. Sul mercato poi l'acquisto di Vargas, atteso al debutto in Coppa Italia, e magari l'arrivo di un centrocampista duttile come Candreva serviranno a dare una mano a Walter Mazzarri, anche se visto il Pandev di ieri e con il rientro a fine mese di Lavezzi il problema per l'allenatore sarà solo l'imbarazzo della scelta. E chissà se il tecnico azzurro non stia maturando l'idea di un cambio di modulo, magari un 4-3-3 con Hamsik a centrocampo e il tridente davanti. Aldilà dei moduli e degli interpreti però dovrà essere la mentalità di Palermo il propellente unico del Napoli versione 2012. Solo così gli applausi non mancheranno mai.